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Cecilia Paccagnella
Leggi i suoi articoli«Piuttosto che approcciare la nostra ricerca per la Biennale con dei preconcetti, Marcela [Guerrero] e io abbiamo lasciato che fossero le nostre conversazioni con gli artisti a guidarci, ha dichiarato Drew Sawyer, curatore di fotografia del Whitney Museum di New York. Le opere di questi artisti creano spazio per forme di relazione intime, improvvisate e controverse».
Per l’82ma edizione della più longeva rassegna d’arte americana i due curatori non hanno quindi scelto un tema specifico, preferendo lasciar cogliere liberamente la complessità della vita moderna e presentare le diverse sfaccettature del vivere insieme.
«Dopo oltre 300 studio visit, abbiamo scoperto che molti degli artisti verso cui eravamo orientati stavano esplorando varie forme di relazionalità, con un’attenzione particolare alle infrastrutture, spiega. Oltre ad artisti provenienti da 25 stati, abbiamo invitato anche artisti provenienti da Afghanistan, Cile, Iraq, Okinawa, Filippine, Porto Rico, Vietnam e altri luoghi segnati dall’influenza del potere statunitense».
In totale, i protagonisti della manifestazione che aprirà i battenti l’8 marzo 2026 e che occuperà la maggior parte dell’edificio nel Meatpacking District di Manhattan sono 56, tra singoli, duo e collettivi:
Basel Abbas (Nicosia, Cipro, 1983) & Ruanne Abou Rahme (Boston, 1983); Kelly Akashi (Los Angeles, 1983); Kamrooz Aram (Shiraz, Iran, 1978); Ash Arder (Flint, Michigan, 1988); Teresa Baker (Mandan/Hidatsa, 1985); Sula Bermudez-Silverman (New York, 1993); Zach Blas (Point Pleasant, West Virginia, 1981); Enzo Camacho (Manila, Filippine, 1985) & Ami Lien (Dallas, 1987); Leo Castañeda (Cali, Colombia, 1988); CFGNY (collettivo costituito da Daniel Chew, Ten Izu, Kirsten Kilponen e Tin Nguyen e fondato nel 2016); Nani Chacon (Gallup, New Mexico, 1980); Maia Chao (Providence, Rhode Island, 1991); Joshua Citarella (New York, 1987); Mo Costello (Seattle, 1989); Taína H. Cruz (New York, 1998); Carmende Monteflores (San Juan, Porto Rico, 1933); Ali Eyal (Baghdad, Iraq, 1994); Andrea Fraser (Billings, Montana, 1965); Mariah Garnett (Portland, Maine, 1980); Ignacio Gatica (Santiago, Cile, 1988); Jonathan González (Queens, New York, 1991); Emilie Louise Gossiaux (New Orleans, 1989); Kainoa Gruspe (Louisville, Kentucky, 1995); Martine Gutierrez (Berkeley, California, 1989); Samia Halaby (Palestina, 1936); Raven Halfmoon (Oklahoma City, 1991); Nile Harris (Miami, 1995) con Dyer Rhoads (Portland, Maine, 1996); Aziz Hazara (Wardak, Afghanistan, 1992); Margaret Honda (San Diego, California, 1961); Akira Ikezoe (Kochi, Giappone, 1979); Mao Ishikawa (Okinawa, sotto l'amministrazione statunitense, 1953); Cooper Jacoby (Princeton, New Jersey, 1989); David L. Johnson (New York, 1993); kekahi wahi (collettivo costituito da Sancia Miala Shiba Nash e Drew K. Broderick e fondato nel 2020); Young Joon Kwak (Queens, New York, 1984); Michelle Lopez (Bridgeport, Connecticut, 1970); José Maceda (Manila, 1917-Quezon City, Filippine, 2004); Agosto Machado (New York); Oswaldo Maciá (Cartagena de Indias, Colombia, 1960); Emilio Martínez Poppe (Baltimora, 1993); Isabelle Frances McGuire (Austin, Texas, 1994); Kimowan Metchewais (Oxbow, Saskatchewan, 1963-Saint Paul, Alberta, 2011); Nour Mobarak (Il Cairo, 1985); Erin Jane Nelson (Neenah, Wisconsin, 1989); Precious Okoyomon (Londra, 1993); Aki Onda (Tenri, Nara, Giappone, 1967); Pat Oleszko (Detroit, 1947); Malcolm Peacock (Raleigh, North Carolina, 1994); Sarah M. Rodriguez (Honolulu, 1984); Gabriela Ruiz (San Fernando Valley, California, 1991); Jasmin Sian (Filippine, 1969); Jordan Strafer (Miami, 1990); Sung Tieu (Hai Duong, Vietnam, 1987); Julio Torres (San Salvador, El Salvador, 1987); Anna Tsouhlarakis (Lawrence, Kansas, 1977); e Johanna Unzueta (Santiago, Cile, 1974).
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