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Rembrandt Harmensz. van Rijn, Young Lion Resting, ca. 1638-42

Sotheby’s

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Rembrandt Harmensz. van Rijn, Young Lion Resting, ca. 1638-42

Sotheby’s

Sotheby’s, il leone di Rembrandt vola in Arabia Saudita

L’opera sarà venduta a New York il 4 febbraio con una stima di 15-20 milioni di dollari, ma sarà presentata in anteprima al Bujairi Terrace di Diriyah

A fine gennaio, Sotheby’s porterà a Diriyah uno dei disegni più importanti mai apparsi sul mercato: «Young Lion Resting» di Rembrandt, considerato il più rilevante lavoro grafico dell’artista olandese a passare all’asta negli ultimi cinquant’anni. L’opera, proveniente dalla Leiden Collection, sarà offerta a New York il 4 febbraio 2026 con una stima di 15-20 milioni di dollari, ma sarà presentata in anteprima in Arabia Saudita il 24 e 25 gennaio, al Bujairi Terrace di Diriyah. In questo contesto, la presenza del disegno di Rembrandt assume il valore di una dichiarazione d’intenti: un’opera occidentale di assoluto vertice che dialoga con il territorio, la sua storia millenaria e una visione culturale proiettata verso il futuro.

Il disegno rappresenta un caso eccezionale non solo per qualità e rarità, ma anche per provenienza e destinazione dei proventi. L’intero ricavato della vendita sarà infatti devoluto a Panthera, la principale organizzazione mondiale dedicata alla conservazione dei grandi felini, impegnata anche in Medio Oriente nel progetto di reintroduzione del leopardo arabo ad AlUla, in collaborazione con la Royal Commission for AlUla. L’opera è venduta dalla Leiden Collection insieme al suo co-proprietario, il filantropo Jon Ayers, presidente del consiglio di amministrazione di Panthera.

Realizzato quando Rembrandt aveva poco più di trent’anni, «Young Lion Resting» è uno dei soli sei disegni di leoni attribuiti all’artista e l’unico ancora in mani private. Il foglio cattura l’animale in una posa di quiete vigile, restituendone la potenza fisica e l’energia trattenuta con una straordinaria economia di segni. L’immediatezza del tratto suggerisce un’esecuzione dal vero, anche se resta ignoto il luogo in cui Rembrandt poté osservare il leone. Il legame simbolico con l’Arabia nord-occidentale è però profondo. Ben prima del Seicento europeo, leoni e leopardi popolavano queste terre, come testimoniano le incisioni rupestri e, soprattutto, le celebri Tombe dei Leoni di Dadan, ad AlUla, scolpite oltre duemila anni fa.

Per Thomas S. Kaplan, fondatore della Leiden Collection e co-fondatore di Panthera, il disegno ha anche un valore personale: fu il primo Rembrandt da lui acquistato, all’inizio di una collezione che avrebbe incluso in seguito diciassette dipinti dell’artista. La decisione di rimettere oggi l’opera sul mercato, destinandone i proventi alla tutela dei grandi felini, conferisce al foglio una dimensione attiva e contemporanea, in cui arte, filantropia e conservazione ambientale si intrecciano.

La presentazione di «Young Lion Resting» coincide con l’apertura della mostra pre-asta di «Origins II», la seconda vendita di Sotheby’s in Arabia Saudita in programma il 31 gennaio. L’esposizione, ospitata a Diriyah - sito UNESCO e luogo fondativo del Regno - riunisce l’intero catalogo della vendita, composta da 64 lotti di arte moderna e contemporanea. Accanto a protagonisti internazionali come Pablo Picasso, Andy Warhol, Roy Lichtenstein e Anish Kapoor, la selezione offre un’ampia panoramica sulla scena saudita e mediorientale. Particolare attenzione è riservata agli esordi in asta di artisti sauditi come Mohamed Siam e Dia Aziz Dia, esponenti di rilievo della seconda generazione moderna del Paese, presentati insieme a figure storiche come Safeya Binzagr, Abdulhalim Radwi e Mohammed Al Saleem. A completare il percorso, una rara figura femminile in alabastro proveniente dall’antica Arabia meridionale, che testimonia la sofisticazione artistica delle civiltà pre-islamiche della regione.

Camilla Sordi, 18 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

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