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OSSERVATORIO GOLFO

Con la sua terza edizione, la Diriyah Contemporary Art Biennale si conferma una delle nuove manifestazioni chiave del panorama internazionale, posizionando l’Arabia Saudita come protagonista nel dialogo globale sull’arte contemporanea. Tema, artisti e politica culturale di un progetto che intreccia memoria, movimento e trasformazione.

Tra musei, architetture iconiche e politiche culturali centralizzate, Saadiyat Island si afferma come uno dei più ambiziosi esperimenti di costruzione istituzionale dell’arte nel XXI secolo. Un progetto che intreccia soft power, collezionismo pubblico e narrazione globale, sollevando interrogativi sul rapporto tra cultura, libertà e produzione simbolica.

Per il suo debutto a Doha, Art Basel affida a Wael Shawky la cura di nove progetti site specific diffusi nel centro di Msheireb. Un programma ambizioso che intreccia performance, scultura e installazione per interrogare l’idea di progresso, sviluppo e trasformazione nel contesto del Golfo.

Tra canyon, vallate e oasi, le opere di Sara Abdu, Mohammad Alfaraj, Mohammed AlSaleem, Tarek Atoui, Bahraini-Danish, Maria Magdalena Campos-Pons, Agnes Denes, Ibrahim El-Salahi, Basmah Felemban, Vibha Galhotra e Héctor Zamora animano Desert X AlUla e le mostre di AlJadidah Arts District

L’opera sarà venduta a New York il 4 febbraio con una stima di 15-20 milioni di dollari, ma sarà presentata in anteprima al Bujairi Terrace di Diriyah