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Stefano Arienti nel suo studio di Milano, 2022

© Walter Carrera _ Yanzi X Art

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Stefano Arienti nel suo studio di Milano, 2022

© Walter Carrera _ Yanzi X Art

Stefano Arienti fonda il suo archivio che debutta con un sito controcorrente

Nasce a Milano l’Associazione Archivio Stefano Arienti ETS. Online una piattaforma che mette al centro testi, ricerca e bibliografia, lasciando le immagini sullo sfondo

Camilla Sordi

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Nasce a Milano l'Associazione Archivio Stefano Arienti E.T.S. e debutta una piattaforma digitale che rinuncia alla spettacolarizzazione delle immagini per privilegiare testi, ricerca e approfondimento critico, un progetto destinato a diventare il punto di riferimento per lo studio dell'opera dell'artista. Mentre il web rincorre immagini sempre più «seducenti», l’artista lombardo sceglie la direzione opposta: poche immagini, moltissimi testi, una grafica essenziale che richiama i primi anni di Internet e un’impostazione pensata per essere consultata più che navigata. È questa la filosofia di www.stefanoarienti.it, online dal 2 giugno e primo progetto pubblico dell’associazione costituita a Milano nel gennaio dello stesso anno per iniziativa dell'artista con l'obiettivo di tutelare, studiare, promuovere e diffondere la conoscenza della sua opera.

Il sito si presenta come uno strumento di ricerca. Nel corso di oltre quarant'anni di attività Arienti ha infatti accumulato una vasta documentazione fatta di scritti, cataloghi, interviste, materiali d’archivio e riferimenti bibliografici che oggi vengono messi a disposizione di studiosi, curatori, istituzioni, collezionisti e appassionati attraverso una piattaforma costruita con un'impostazione dichiaratamente scientifica.

Nato ad Asola, in provincia di Mantova, nel 1961, Arienti è una delle figure più autorevoli dell'arte italiana contemporanea. Laureato in Agraria all'Università di Milano, si forma artisticamente seguendo le lezioni di Corrado Levi al Politecnico, in un ambiente frequentato anche da Richard Long, Daniel Buren e Tony Cragg. Fin dagli Anni Ottanta sviluppa una ricerca personalissima fondata su gesti semplici e minimi - piegare, incidere, forare, ricoprire, cancellare - applicati a immagini e oggetti della cultura quotidiana. Cartine geografiche, libri, manifesti, fotografie, carte stampate e materiali comuni vengono trasformati attraverso interventi essenziali che ne modificano profondamente il significato. Negli anni la sua pratica si è estesa all'installazione e alla dimensione ambientale senza mai perdere quella riflessione sul rapporto tra immagine, memoria e cultura popolare che rappresenta il filo rosso della sua ricerca.

L’associazione, con sede in via Canelli 25 a Milano (visitabile su appuntamento), nasce proprio per custodire questo patrimonio. Non ha fini di lucro e si occuperà dell’archiviazione e della catalogazione delle opere, della conservazione dell’archivio documentale e della promozione di studi, pubblicazioni e progetti espositivi. A presiederla è lo stesso Arienti, affiancato dal vicepresidente Gianni Rosei e dalla direttrice Ilaria Bernardi. Del Comitato di indirizzo fanno parte Chiara Bertola, Simone Ciglia, Danna Olgiati, Giorgio Spanu e Angela Vettese, mentre la costituzione dell'Associazione è stata seguita da Maria Grazia Longoni Palmigiano, responsabile del dipartimento di diritto dell'arte di LCA Studio Legale.

Il sito web dell’Associazione Archivio Stefano Arienti E.T.S. Quattro le sezioni principali: L’Artista, Le Opere, La Parola dell’Artista e La Bibliografia critica.

La scelta più radicale riguarda però il sito. «Data la quantità di immagini delle mie opere e mostre che oggi ciascuno può agilmente trovare in rete», afferma Arienti, «desidero che il mio sito web contenga principalmente testi, riducendo al minimo le illustrazioni, al fine di fornire un approfondimento esclusivamente critico sul mio lavoro. Inoltre, essendo io italiano e consapevole che oggi sono disponibili traduzioni online in tutte le lingue, desidero che il mio sito web sia inizialmente solo in italiano».

Su questo impianto concettuale si innesta il lavoro curatoriale e scientifico di Ilaria Bernardi, che ha ricostruito l'intera bibliografia dedicata all'artista, organizzato i contenuti e proposto una nuova classificazione delle opere. La produzione di Arienti viene infatti letta non secondo una scansione cronologica o tematica ma attraverso i processi e i gesti ricorrenti che attraversano tutta la sua ricerca, offrendo una chiave interpretativa inedita del suo percorso. Il sito comprende inoltre due saggi inediti della stessa Bernardi dedicati al disegno e alla fotografia, un'ampia selezione di scritti e interviste dell'artista e una ricognizione della bibliografia critica costruita a partire da cataloghi, riviste e pubblicazioni specialistiche.

Parallelamente, l’associazione è impegnata nella catalogazione ragionata dell'intera produzione dell’artista e invita collezionisti e istituzioni a segnalare le opere in loro possesso. «L'ampio lavoro di ricerca confluito in www.stefanoarienti.it è iniziato nel 2023 e ha comportato lo spoglio, lo studio e il riordino dell'intera documentazione e bibliografia conservate nell'Archivio. Parallelamente sono state poste le basi e definite le linee guida dell'Associazione. L'istituzione dell'Associazione Archivio Stefano Arienti E.T.S. e la realizzazione del sito, oggi giunte a compimento», afferma Bernardi, «non rappresentano un punto di arrivo, ma l'avvio pubblico di un progetto strutturato, metodico e destinato a crescere negli anni, con l'obiettivo di costruire uno strumento stabile di studio, ricerca e valorizzazione dell'opera di Stefano Arienti. Tra i principali obiettivi dell'Associazione vi sono infatti la catalogazione sistematica delle opere dell'artista, la promozione di studi e ricerche, nonché la realizzazione di pubblicazioni e progetti espositivi in Italia e all'estero».

Ilaria Bernardi, direttrice dell’Associazione Archivio Stefano Arienti E.T.S.

Camilla Sordi, 02 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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