Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Gareth Harris
Leggi i suoi articoliFino a sette persone potrebbero essere accusate di aver rubato la toilette in oro massiccio di Maurizio Cattelan che è stata rimossa da Blenheim Palace a Woodstock, nell’Oxfordshire, Regno Unito, nel 2019. Secondo quanto riportato dal quotidiano «The Sun» c’è stata una svolta nel caso, dopo che la polizia ha inviato un fascicolo al Crown Prosecution Service (Cps) del Regno Unito, con possibili accuse contro sette sospettati. La polizia regionale ha dichiarato al «Sun»: «Un certo numero di individui rimane sotto indagine in relazione a questo caso. Un fascicolo di prove è in possesso della Procura per prendere una decisione circa eventuali accuse».
La toilette in oro 18 carati di Cattelan («America», 2016), perfettamente funzionante, non è ancora stata recuperata dopo che fu rubata nel settembre 2019 da una mostra di opere dell’artista italiano presso la settecentesca dimora inglese. La toilette sarebbe stata valutata 4,8 milioni di sterline. I visitatori della mostra dovevano prenotare delle fasce orarie per utilizzare la toilette, che era stata installata nei bagni delle guide del palazzo; il bagno d’oro era stato precedentemente esposto al Guggenheim Museum di New York.
Dopo il furto, Cattelan aveva dichiarato al quotidiano «The New York Times»: «“America” era l’1% per il 99%, e spero che lo sia ancora. Voglio essere positivo e pensare che la rapina sia una sorta di azione ispirata a Robin Hood. Vorrei che fosse uno scherzo». Ha aggiunto che la rapina al bagno era «mortalmente seria, anche se un po’ surreale visto che l’oggetto della rapina era un wc».

(A sinistra) «America» di Maurizio Cattelan (2016) quando era installata nei bagni delle guide di Blenheim Palace. (A destra) dopo il furto dell’opera. Da sinistra: © Tom Lindoe. A destra © Matthew Landrus
Altri articoli dell'autore
Lo Spoliation Advisory Panel della Gran Bretagna afferma che l’opera venne sequestrata come «atto di persecuzione razziale»
Il nuovo museo, già Museum of London, aprirà tra il 2026 e il 2028 nei pressi dello storico mercato di Smithfield
È lo strumento elaborato dalla società specializzata zurighese Art Recognition, che ritiene autentica una versione del «Bagno di Diana» di una collezione privata francese. Ma il Centrum Rubenianum non è d’accordo
Secondo un nuovo rapporto pubblicato da un centro studi indipendente sarebbe una misura «ideologicamente in contrasto» con le collezioni globali del Regno Unito e «logisticamente complessa»