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Maria Sybilla Merian, «Wilde Malve», 1730.

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Maria Sybilla Merian, «Wilde Malve», 1730.

Teatro Botanico. Una mostra sugli erbari dal Cinquecento al Settecento

L’esposizione presenta circa quaranta stampe d’epoca e propone un percorso storico sulla botanica europea, dagli studi di Teofrasto e Dioscoride fino ai grandi erbari del Rinascimento e ai giardini botanici, accompagnato da interventi di esperti e momenti musicali

Redazione GdA

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La Sala del Capitano nel borgo fortificato di Candelara ospita la mostra «Teatro botanico, erbari dal XVI al XVIII secolo», parte della rassegna d’arte CandelarArte 2026, giunta alla XVI edizione. L’esposizione, curata da Aldo Tenedini e Lorenzo Fattori con la collaborazione di Paolo Alberto Del Bianco e Lenka Dohnalkova, si svolge all’interno del circolo SOMS e presenta circa quaranta stampe d’epoca provenienti da una collezione privata. La mostra propone un percorso storico attraverso l’evoluzione della botanica, con un focus sui grandi erbari europei dal XVI al XVIII secolo. Sono presenti xilografie e incisioni su rame che trasformano le piante in immagini illustrative, con particolare attenzione ai botanici del Rinascimento come Otto Brunfels, Leonhardt Fuchs, Hieronymus Bock e Pietro Andrea Mattioli, fino a Maria Sibylla Merian e al fondatore della botanica moderna, Carolus Linnaeus.

Il percorso parte dagli studi di Teofrasto, discepolo di Aristotele e considerato il padre della botanica, e prosegue con Dioscoride, medico e botanico romano autore del trattato «De materia medica», punto di riferimento della botanica medica europea per circa 1500 anni. Solo alla fine del XV secolo e all’inizio del XVI secolo, con il Rinascimento, la fitoterapia si allontana progressivamente dalla superstizione e dalla metafisica. Nello stesso periodo emergono libri illustrati sulle erbe medicinali e, grazie a Paracelso, entrano in medicina i preparati chimici, mentre la teoria delle segnature associa forme e colori delle piante ai loro effetti curativi.

Nel XVI secolo sorgono i primi giardini botanici, tra cui Pisa e Padova (1544/45), Gießen (1609) e Freiburg (1620), inizialmente destinati alla ricerca sulle piante officinali e considerati «horti medici». Questi spazi segnano l’evoluzione della botanica da interesse medico a disciplina scientifica sistematica, completando il percorso storico e culturale che la mostra propone ai visitatori.

Redazione GdA, 28 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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Teatro Botanico. Una mostra sugli erbari dal Cinquecento al Settecento | Redazione GdA

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