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Rosalba Cignetti
Leggi i suoi articoliÈ una rampa elicoidale che richiama in scala ridotta quella del Lingotto, un edificio nato per custodire automobili e tempi di attesa. Il Parcheggio Lancia di piazzale Chiribiri, nel quartiere Borgo San Paolo, è la nuova sede di The Others, in programma dal 29 ottobre all’1 novembre con la 15ma edizione. La fiera internazionale dedicata alle pratiche artistiche emergenti e indipendenti, fondata da Roberto Casiraghi e Paola Rampini, trova casa in un luogo di passaggio, coerentemente con il tema scelto per il 2026: «Sosta Temporanea. Forme di permanenza in uno spazio di passaggio». La nuova sede è stata resa possibile grazie alla sinergia con GTT-Gruppo Torinese Trasporti, che ha concesso l’utilizzo della struttura su indicazione dell’amministrazione comunale. Una scelta che prosegue la storia di The Others e il suo rapporto con gli spazi non convenzionali della città, trasformati negli anni in luoghi di produzione culturale e di sperimentazione. Il Parcheggio Lancia rappresenta in questo senso una sintesi efficace dell’identità della fiera. Infrastruttura urbana per definizione temporanea e funzionale, durante i giorni della Contemporary Art Week torinese diventerà uno spazio dedicato a gallerie, artist run spaces, progetti interdisciplinari, curatori e pubblico, chiamati a riflettere sul valore della pausa e sulla possibilità di attribuire nuovi significati a un luogo progettato per il transito. L’edificio ha già mostrato una vocazione culturale ospitando TUTTOLIBERO, il progetto ideato dalla Fondazione Merz e condiviso dal MAUTO-Museo Nazionale dell’Automobile, in collaborazione con la Città di Torino, il Gruppo GTT e Iren. The Others si inserisce in questa traiettoria e la rilancia, facendo del parcheggio una componente attiva del progetto curatoriale. «L’obiettivo di The Others è sempre stato portare l’arte contemporanea al di fuori dei classici centri culturali cittadini - spiegano Casiraghi e Rampini. - Il parcheggio cessa di essere una mera area di transito automobilistico. Si ferma, per diventare un nucleo accessibile di sperimentazione e cultura». L’idea della sosta diventa così il filo conduttore dell’edizione 2026. In un tempo segnato dall’accelerazione e dal cambiamento continuo, il parcheggio assume il valore di uno spazio intermedio, sospeso tra la funzione per cui è stato progettato e le possibilità che può ancora generare. Una prospettiva che accompagna The Others fin dal suo debutto nelle ex Carceri le Nuove: occupare temporaneamente luoghi inattesi o in disuso e trasformarli in piattaforme dedicate all’arte contemporanea, continuando a leggere il patrimonio industriale e infrastrutturale di Torino come un terreno aperto alla sperimentazione.
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