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Giorgio de Chirico, «Piazza d’Italia», 1963

Courtesy of Farsettiarte

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Giorgio de Chirico, «Piazza d’Italia», 1963

Courtesy of Farsettiarte

Tra piazze metafisiche e pavè di diamanti da Farsettiarte

Sonia e Cecilia Farsetti raccontano i loro cataloghi di maggio tra grandi maestri del Novecento, nuove generazioni di collezionisti e il fascino senza tempo dell’alta gioielleria

Ludovica Zecchini

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A maggio la casa d’aste Farsettiarte ha in calendario a Prato la vendita di arte contemporanea (29 maggio) e quella di arte moderna (30 maggio), mentre dal 22 maggio al 4 giugno sarà la volta dei gioielli. Sonia e Cecilia Farsetti ci raccontano i criteri di selezione delle opere e dei lotti, e le tendenze che stanno orientando il mercato, tra grandi maestri del Novecento, nuove generazioni di collezionisti e il fascino senza tempo dell’alta gioielleria.

Sonia Farsetti, alla luce della centralità degli artisti storicizzati e della selezione sempre più rigorosa, come avete costruito i cataloghi della prossima asta di arte moderna?
Il catalogo è stato costruito con l’obiettivo di offrire una panoramica ampia e coerente dei grandi maestri del Novecento, italiani e internazionali, privilegiando come sempre la qualità delle opere. Per quanto riguarda gli artisti italiani, saranno presenti nomi di primo piano come Capogrossi, Afro, de Chirico e Dorazio. Sul versante internazionale, spicca una significativa opera su carta di Miró. Tra i lotti più rilevanti segnaliamo inoltre un importante Soffici, di valore storico.

Risultati come quelli dello scorso anno («Gladiatori» di de Chirico venduto a oltre 1,72 milioni e «L’Attesa» di Carrà a 953.650 euro) confermano una forte domanda per opere iconiche. Che cosa rende davvero «competitivo» un lavoro di questo livello in asta (provenienza, qualità, unicità, timing)?
Nel caso di grandi maestri dalla produzione ampia, come de Chirico e Carrà, occorre fare un distinguo tra artisti che hanno una visibilità e un apprezzamento internazionale e artisti che ricevono l’attenzione principalmente dei collezionisti italiani. Nel caso di artisti come de Chirico l’oscillazione dei prezzi è meno evidente; per artisti come Carrà o altri grandi figurativi italiani del ’900 si può avere un picco di risultato quando emergono opere che rappresentano l’apice della loro produzione, per rilevanza storica, qualità e curriculum espositivo. Il valore di questi lavori non è sempre rigidamente ancorato alle dinamiche di mercato: opere particolarmente iconiche e rare possono raggiungere risultati straordinari proprio grazie alla loro unicità. È il caso de «L’Attesa», poiché raramente opere di questo calibro appaiono sul mercato e, proprio per questa ragione, quando succede, suscitano un forte interesse tra i grandi collezionisti.

Il mercato nel 2025 ha mostrato segnali di rallentamento sul contemporaneo. Che ruolo avete scelto di dare a questo segmento nella prossima asta?
I rallentamenti di mercato sono spesso temporanei e legati a fattori contingenti. L’attuale maggiore attenzione verso artisti figurativi e storicizzati non va interpretata come un calo di interesse per l’arte contemporanea, che resta un segmento dinamico e in crescita, ma piuttosto come una selezione più attenta orientata alla qualità e alla varietà dell’offerta. Inoltre, i giovani collezionisti continuano a mostrare un forte interesse per il contemporaneo: per questo motivo abbiamo ritenuto importante includere in asta una selezione mirata di opere, in grado di dialogare con le nuove generazioni.

Cecilia Farsetti, secondo lei quali caratteristiche rendono oggi un gioiello «da asta», capace di catturare l’attenzione internazionale?
A determinare il successo di un gioiello in asta contribuiscono diversi fattori. Le firme e i marchi internazionali giocano certamente un ruolo importante, ma non sono l’unico elemento decisivo. Il gusto della clientela è sempre più eterogeneo: c’è chi predilige l’antico e chi invece si orienta verso le grandi maison. Oltre al brand, sono fondamentali le caratteristiche intrinseche del gioiello, in particolare la qualità delle pietre: caratura, purezza e rarità incidono in modo determinante sull’attrattività del lotto. Al di là delle firme, l’oro continua a essere considerato un bene rifugio mentre pietre di alto livello, come diamanti, smeraldi, zaffiri e rubini, rappresentano investimenti solidi e durevoli nel tempo.

Nella prossima asta di gioielli di Farsetti ci sono pezzi particolarmente importanti che potrebbero segnare nuovi record?
Tra i gioielli proposti segnaliamo in particolare un prezioso bracciale Bvlgari Serpenti Viper, in oro bianco con pavé di diamanti, un’importante collana Sautoir Vintage Alhambra a venti motivi di Van Cleef & Arpels e un anello a fascia traforata in oro giallo e bianco con diamanti di Buccellati.

Ludovica Zecchini, 15 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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