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Kengiro Azuma con l’opera «MU - 765 p» nel 1990.

© A.A. Azuma.

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Kengiro Azuma con l’opera «MU - 765 p» nel 1990.

© A.A. Azuma.

Tra vuoto, luce e forma, che spettacolo il dialogo tra Azuma e Calderara

La mostra «Azuma. 100 x 100 Kokoro» mette in dialogo le ricerche di Kengiro Azuma e Antonio Calderara, accomunate da una riflessione sull’essenzialità e sulle polarità della realtà. Attraverso sculture, dipinti e materiali d’archivio, il progetto ricostruisce il legame tra i due artisti e il loro rapporto con la Fondazione Antonio e Carmela Calderara

Redazione GdA

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Tra Kengiro Azuma, scultore giapponese attivo a lungo in Italia e impegnato in una ricerca essenziale e spirituale sul rapporto tra materia e vuoto, e Antonio Calderara, pittore italiano del Novecento noto per le sue opere astratte centrate su luce, silenzio e riduzione geometrica, si sviluppa un dialogo costruito su una forte affinità poetica. Pur muovendosi su linguaggi differenti, i due artisti hanno affrontato una ricerca comune sulle polarità della realtà – positivo e negativo, vuoto e pieno, visibile e invisibile – traducendo la dimensione della spiritualità in percorsi autonomi ma convergenti. È da questa relazione che prende forma la mostra «Azuma. 100 x 100 Kokoro», allestita alla Fondazione Antonio e Carmela Calderara di Vacciago di Ameno (Novara) fino al 4 ottobre 2026.

Il progetto espositivo, curato da Anri Ambrogio Azuma in collaborazione con Paola Bacuzzi ed Eraldo Misserini della Fondazione, celebra il centenario della nascita dello scultore giapponese e si inserisce a vent’anni dalla mostra monografica dedicata all’artista da Luciano Caramel, presentata negli stessi spazi sul Lago d’Orta nel 2006.

Il percorso espositivo riunisce sculture, dipinti e bassorilievi in gesso inediti provenienti dall’archivio di Kengiro Azuma, affiancati dalla riedizione dell’installazione Luce a Vacciago, realizzata dallo scultore nel cortile di Casa Calderara vent’anni fa. Proprio da questo rapporto diretto con la Fondazione si sviluppa anche un ulteriore livello del progetto, che ricostruisce la presenza attiva di Azuma all’interno dell’istituzione dopo la scomparsa di Antonio Calderara, quando entrò a far parte del Consiglio Direttivo.
A questo legame si aggiunge un segno concreto ancora oggi visibile: la targa all’ingresso della Casa museo realizzata dallo scultore, dove si conservano anche tre sue opere inserite nella collezione permanente al piano superiore, all’interno del progetto collezionistico avviato da Calderara.

La Casa museo di Vacciago custodisce la raccolta costruita da Antonio Calderara accanto alle sue opere. È un insieme sviluppato nel tempo secondo un disegno preciso, che riflette la sua poetica e il suo modo di intendere il rapporto tra opera e contesto. Ed è in questa prospettiva che si chiarisce il senso della mostra: il dialogo tra Azuma e Calderara come confronto tra due ricerche autonome, ma convergenti su una stessa idea di essenzialità e equilibrio.

 

Redazione GdA, 01 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

Tra vuoto, luce e forma, che spettacolo il dialogo tra Azuma e Calderara | Redazione GdA

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