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Cecilia Paccagnella
Leggi i suoi articoliChiunque abbia studiato, anche non approfonditamente, la storia dell’arte sa che al principio della linea del tempo trova posto l’arte rupestre: un’inclinazione da parte dell’essere umano a interagire con le pareti che lo circondavano per lasciare un segno. Un segno che può essere un monito, una memoria o semplicemente un racconto, e che nei secoli si è sviluppato in arte musiva e affreschi, fino a diventare graffiti e murales.
Ognuna di queste forme di rappresentazione bidimensionale è stata oggetto di un progetto di digitalizzazione condotto dall’organizzazione benefica Art Uk sul suolo del Regno Unito. Avviato a gennaio 2024, fino ad ora ha prodotto 6.600 schede, cifra che va ad incrementare il totale di opere d’arte pubbliche all’aperto catalogate nel database online, che ora sale a 21mila.
La campagna, alla quale hanno preso parte 90 volontari, impegnati in precedenza per fotografare le sculture pubbliche, è stata finanziata principalmente dal National Lottery Heritage Fund e contribuisce alla messa a punto di uno strumento digitale che permette di ammirare, conoscere e studiare oltre un milione di opere d’arte provenienti da 3.500 istituzioni (musei, biblioteche, municipi, biblioteche…) e presenti sul territorio.
«I nostri volontari hanno ancora una volta raggiunto un risultato straordinario, ha dichiarato l’amministratore delegato di Art Uk, Andrew Ellis. La loro dedizione ci ha permesso di realizzare una documentazione preziosa di una delle forme d’arte più accessibili e democratiche, che incontriamo quasi ogni giorno nelle città britanniche, allietando le nostre vite e stimolando il dibattito».
Tra i lavori già digitalizzati (entro il 2026 saranno aggiunti anche quelli al chiuso), il 19% circa è di carattere commemorativo, da eventi sportivi a lutti, il 23% include animali e l’11% rimanda al patrimonio locale e all’industria, e altri toccano temi come cambiamento climatico, natura e coesione sociale. Il più grande è un mosaico di 16 piani (circa 50 metri) a Gosport, nell’Hempshire, mentre il più piccolo, di 50 centimetri, si trova su una cabina elettrica ad Aberdeen.
Il tutto sarà arricchito da risorse didattiche, tra cui film, attività scolastiche e descrizioni audio.
Helen Bur, «Devo andare, amico», Belmont Street / Union Bridge, Aberdeen, Aberdeenshire. © L’artista. Foto: Andy Hayes / Art Uk
Poole Pottery, J. E. Tyrell, George Wimpy e Kenneth Barden, «Harbour Tower», 1963, Trinity Green, Gosport, Hampshire. Foto © Mike Parry / Art Uk
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