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Margherita Panaciciu
Leggi i suoi articoliA poco più di due settimane dalla scomparsa di David Hockney, Phillips porta in asta a Londra un'opera che inevitabilmente finisce per assumere un significato diverso da quello che avrebbe avuto appena un mese fa. Nella Modern & Contemporary Art Evening & Afternoon Sale del 26 giugno, la casa d'aste punta infatti su «The Only One with Waves» (1991), dipinto stimato tra 1,8 e 2,5 milioni di sterline e realizzato in una fase di passaggio particolarmente importante nella carriera dell'artista britannico. Hockney è morto l'11 giugno nella sua casa di Londra all'età di 88 anni, chiudendo una delle vicende artistiche più influenti e longeve del secondo dopoguerra.
L'opera arriva sul mercato in un momento in cui l'attenzione internazionale nei confronti del suo lavoro è tornata inevitabilmente ad aumentare. Non si tratta però di uno dei grandi capolavori iconici delle piscine californiane che hanno costruito gran parte della fortuna critica e commerciale dell'artista, bensì di un lavoro più «sottile». Realizzato nel 1991, poco dopo l'acquisto della casa di Malibu, «The Only One with Waves» testimonia infatti una fase di ripensamento della rappresentazione del paesaggio e dello spazio pittorico che avrebbe portato Hockney alle sperimentazioni dei primi anni Novanta. Esposta per la prima volta in una serie di opere presentate alla Richard Gray Gallery di Chicago all'inizio del 1992 anticipa la serie di «Very New Paintings». L'acqua, tema ricorrente nella sua produzione fin dagli anni Sessanta, è ancora presente ma perde la funzione quasi simbolica che aveva nelle celebri vedute delle piscine di Los Angeles. Qui il soggetto sembra diventare un pretesto per interrogare la costruzione dell'immagine. La prospettiva si comprime, le forme vengono semplificate e organizzate secondo una logica che guarda meno all'illusione naturalistica e più alla struttura della visione stessa. È una ricerca che attraversa gran parte dell'ultima produzione dell'artista, da sempre interessato a mettere in discussione il punto di vista unico della tradizione occidentale e a elaborare modelli alternativi di rappresentazione. Pur richiamando l'immaginario californiano che il mercato continua a premiare, il dipinto racconta un artista che all'inizio degli anni Novanta stava cercando nuove soluzioni formali, anticipando alcune delle riflessioni che avrebbero caratterizzato la sua produzione successiva.
Attorno a questo lotto si sviluppa una vendita che dedica ampio spazio all'arte britannica. Tra i lavori più rilevanti figurano «Measure for Measure 40» di Bridget Riley, stimato tra 500mila e 700mila sterline, e «I hated you – I hated you – I hated you» di Tracey Emin, esempio della pittura emotivamente intensa che ha caratterizzato gli ultimi anni dell'artista. L'asta si apre invece con un dipinto del 2023 di Andrew Cranston, uno dei nomi che negli ultimi anni hanno attirato maggiore attenzione da parte dei collezionisti internazionali.
Sul fronte internazionale compaiono opere di El Anatsui, Donald Judd e Marlene Dumas, mentre una sezione consistente è dedicata agli artisti dell'Asia meridionale, un comparto che continua a registrare una crescita significativa sia sul piano istituzionale. Tra i nomi presenti figurano Maqbool Fida Husain, Kattingeri Krishna Hebbar e Lancelot Ribeiro, autore per il quale Phillips aveva già ottenuto un risultato record all'inizio dell'anno.
Completano la selezione alcuni dei nomi più richiesti dell'astrazione contemporanea, da Yayoi Kusama a Jadé Fadojutimi, passando per Martha Jungwirth, Katharina Grosse e Julie Mehretu, insieme eterogeneo che riflette la strategia ormai consolidata delle grandi case d'asta: affiancare artisti storicizzati e protagonisti di una contemporaneità ancora in fase di definizione.
Per oltre sessant'anni il pittore britannico ha attraversato movimenti, tecnologie e linguaggi differenti senza perdere centralità, passando dalla Pop Art alle sperimentazioni fotografiche, fino ai disegni realizzati su iPad e alle monumentali vedute paesaggistiche degli ultimi decenni. L’olio su tela presentato da Phillips è una delle prime occasioni in cui il mercato sarà chiamato a misurarsi con l'eredità di un artista la cui storia si è appena conclusa e il cui peso culturale è destinato a rimanere centrale ancora a lungo.
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