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Pietro Perugino, Man of Sorrows (1495), dettaglio

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Pietro Perugino, Man of Sorrows (1495), dettaglio

Un capolavoro di Perugino è in mostra per la prima volta a New York

La Pala dei Decemviri, raffigurante il «Cristo in Pietà», non aveva mai lasciato la città dalla sua realizzazione, nel 1495: ora sarà esposta da Sotheby’s

Davide Landoni

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Per la prima volta dalla sua realizzazione nel 1495, un capolavoro assoluto del Rinascimento italiano lascia Perugia per approdare a New York. In occasione della settimana inaugurale dedicata agli Old Masters al Breuer Building di Madison Avenue, Sotheby’s presenta un prestito istituzionale senza precedenti della Galleria Nazionale dell’Umbria: la cimasa della celebre Pala dei Decemviri di Pietro Perugino, raffigurante il «Cristo in Pietà».

L’opera, concepita come coronamento dell’altare maggiore della Cappella dei Priori nel Palazzo dei Priori di Perugia, è esposta dal 30 gennaio al 4 febbraio negli spazi di Sotheby’s at the Breuer, in dialogo con una selezione di capolavori delle prossime aste di dipinti antichi. Un evento eccezionale che trasforma il dipinto in un potente ambasciatore della storia artistica umbra e del suo ruolo fondativo nel Rinascimento.

Il prestito nasce con l’intento di attirare l’attenzione internazionale sull’immenso patrimonio custodito dalla Galleria Nazionale dell’Umbria. Per oltre cinque secoli, infatti, la cimasa è rimasta nel luogo per cui era stata pensata, in una continuità quasi ininterrotta con la vita spirituale e civica della città. Come sottolinea il direttore del museo, Costantino d’Orazio, si tratta di una delle opere più emblematiche della collezione e di una delle espressioni più alte dell’arte di Perugino nel momento di massimo splendore della sua carriera.

Pietro Perugino, Man of Sorrows (1495), dettaglio

Dipinta nel 1495, la Pala dei Decemviri è infatti una delle opere più significative e rare dell’intero corpus peruginiano. La cimasa raffigura Cristo a mezzo busto che emerge dal sepolcro, in un’immagine di straordinaria immobilità, umanità e intensità devozionale. Perugino elimina ogni elemento narrativo superfluo, concentrandosi sulla purezza della forma, sull’equilibrio della composizione e su una luce misurata che modella la figura con lirica naturalezza.

Particolarmente sorprendente è la scelta iconografica dello sfondo completamente nero, una soluzione rarissima nelle rappresentazioni rinascimentali della Resurrezione. Invece di un’alba luminosa, l’artista aderisce al racconto biblico del miracolo che avviene nella notte, accentuando l’isolamento della figura di Cristo e rafforzando la concentrazione teologica e meditativa dell’immagine del «Cristo in Pietà».

Questa sobrietà controllata, insieme alla sospensione del tempo e dell’azione, rappresentano uno dei contributi più duraturi di Perugino allo sviluppo dell’Alto Rinascimento, esercitando un’influenza decisiva su intere generazioni di artisti, primo fra tutti Raffaello. Sebbene spesso oscurata dalla centralità di Firenze nell’immaginario comune, Perugia fu un autentico crocevia di umanesimo rinascimentale, e la Pala dei Decemviri ne è una testimonianza eloquente.

Davide Landoni, 30 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

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