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David Ekserdjian
Leggi i suoi articoliLe più belle cattedrali medievali del mio Paese, quasi esclusivamente in Inghilterra (e non in Scozia o in Galles), rappresentano uno dei suoi tesori artistici più illustri. Poco tempo fa sono stato a Lincoln, una città non tanto grande, di circa 100mila abitanti, 200 km a nord di Londra, per festeggiare la presentazione di un libro e in quell’occasione mi sono messo a riflettere su quante meraviglie si perdono i turisti che non visitano la città e le tante altre cattedrali inglesi. Il libro, che fino a settembre è acquistabile esclusivamente nel bookshop del Duomo di Lincoln, è intitolato The Sculptures of the Judgement Porch of Lincoln Cathedral (128 pp., 130 ill., collana «Ad Ilissum», Paul Holberton, Londra 2026, £ 25), a firma di Paul Williamson, già capo del dipartimento di Scultura al Victoria and Albert Museum e autore di vari libri importanti, tra i quali Gothic Sculpture 1140-1300 (1995), un’imponente rassegna pubblicata dalla Yale University Press nella collana della «Pelican History of Art». Nel contesto del Regno Unito, l’iconoclastia della Riforma protestante del Cinquecento, in combinazione con la guerra civile del secolo successivo che costò la testa a Carlo I d’Inghilterra, ha condotto alla distruzione di moltissime sculture ecclesiastiche. Fortunatamente, nel caso del Portico del Giudizio a Lincoln, studi ravvicinati condotti dall’autore, grazie ai ponteggi installati nel 1996 e ancora nel 2025, hanno confermato il buono stato di conservazione del Portico con alcuni elementi riconducibili ai restauri dell’Ottocento, ma anche con numerose teste originali.
Inaspettatamente, il Portico del Giudizio non occupa una posizione centrale sulla facciata del Duomo, trovandosi sull’esterno sud del retrocoro, noto anche come Coro degli Angeli, databile alla seconda metà del Duecento (1256-80). Del Portico, Williamson racconta cronologia e iconografia in modo esemplare, spiegando che le maestranze che l’avevano eseguito si erano trasferite con ogni probabilità dall’Abbazia di Westminster. La scena del Giudizio Universale in rilievo si trova al centro del Portico, accompagnata da conci d’arco popolati da raffinate statuette e fiancheggiata da quattro statue monumentali, qui identificate in maniera convincente come due coppie, Ecclesia e Sinagoga e l’angelo Gabriele e la Vergine, che formano il gruppo dell’Annunciazione. Per motivi di conservazione, una di queste grandi figure è stata trasferita alla Lincoln Cathedral Exhibition Gallery, il piccolo museo di recente costruzione accanto al Duomo. È doveroso aggiungere che il Portico del Giudizio non vanta le uniche sculture medievali di primissima qualità a Lincoln. Nel Coro degli Angeli si può ammirare in alto (un binocolo è di grande aiuto) il «Lincoln Imp» (il diavoletto di Lincoln), una piccola figura grottesca che al momento della mia visita indossava la divisa dei giocatori del Lincoln Town (soprannominati appunto «the Imps») per celebrare la recente promozione in serie B della squadra di calcio locale.
Dagli anni Quaranta in poi, alla radio della Bbc, è sempre andato in onda il programma «Desert Island Discs» durante il quale si chiede all’ospite della settimana di scegliere otto brani musicali da ascoltare su un’isola deserta. Se esistesse qualcosa di equivalente per le cattedrali inglesi, la meravigliosa architettura gotica di Lincoln figurerebbe certamente tra le mie scelte.
Non è così facile, invece, stilare l’elenco delle restanti sette cattedrali, e senz’altro molte grandi favorite si troverebbero escluse. Per quanto riguarda il Romanico, non vi sono dubbi che Durham sia la migliore di tutte; al contrario, per il Gotico, le concorrenti sono tante. Proseguendo da ovest a est, si potrebbe cominciare con il Duomo di Gloucester e quello di Worcester, non molto distanti l’uno dall’altro. Il primo è famoso, tra tante altre cose, per le volte del suo chiostro; il secondo invece, per la tomba di re Giovanni (1166-1216), la più antica effigie reale d’Inghilterra. Vicino alla città di Bath, c’è la Cattedrale di Wells, ammirata soprattutto per i suoi straordinari «archi a forbice», creati dal capomastro William Joy tra il 1338 e il 1348, che giocano un ruolo strutturale brillante, ma nello stesso tempo vantano un effetto visuale indimenticabile. Spostandoci a nord, York Minster ospita la più bella e grande raccolta di vetri colorati medievali dell’Inghilterra, con circa 130 finestre che contengono oltre due milioni di pezzi di vetro. L’altra sua caratteristica memorabile è la torre centrale, dello stesso peso di 40 jumbo jet e l’altezza di un grattacielo di 21 piani. Tornando a sud per le ultime due della mia lista, arriviamo a Salisbury, il cui esterno fu immortalato parecchie volte da John Constable. A 123 metri, la sua guglia è la più alta di queste isole, e al momento della sua costruzione fu la più alta in assoluto nel mondo. La pergamena della sua Magna Carta (1215), un atto costitutivo che re Giovanni d’Inghilterra si trovò obbligato ad accettare, è generalmente considerata la meglio conservata rispetto alle altre tre copie (due alla British Library, la terza alla Lincoln Cathedral). Per concludere, sarebbe un grossissimo errore omettere Canterbury, ovviamente per i suoi meriti architettonici, ma anche perché è la sede dell’arcivescovo di Canterbury (da gennaio 2025 Sarah Mullally), capo spirituale della Comunione anglicana, l’omologo di Leone XIV a San Pietro. La cripta è romanica, mentre il coro rappresenta l’introduzione dello stile gotico in Inghilterra e la navata trecentesca è un capolavoro dello stile che in inglese si chiama «perpendicolare». Come dice la guida Michelin, tutte queste chiese meritano il viaggio.
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