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Drive Tour #8, 2026 (dettaglio di composizione fotografica)

Courtesy Cristian Chironi

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Drive Tour #8, 2026 (dettaglio di composizione fotografica)

Courtesy Cristian Chironi

Una Fiat 127 per rileggere Le Corbusier: il «Camaleonte» di Cristian Chironi

Tra la Medina di Tunisi e l’inaccessibilità dell’opera di Le Corbusier a Cartagine, una residenza artistica e una mostra aperta fino al 17 giugno interrogano l’eredità del Modernismo

L’architettura, nella visione di Le Corbusier, non è mai stata un semplice involucro, ma una «macchina per abitare» capace di plasmare l’esperienza umana. Tuttavia, cosa accade quando l’abitare diventa impossibile, trasformandosi in una condizione puramente mentale? È questo l’interrogativo che attraversa il settimo capitolo di «My house is a Le Corbusier», il progetto internazionale di Cristian Chironi che approda a Tunisi tra il 22 gennaio e il 5 aprile 2026, grazie alla sinergia tra La Boîte - Centre d’Art & d’Architecture, l’Istituto Italiano di Cultura, l’Ambasciata d’Italia e la Swiss Agency for Development and Cooperation.

Il viaggio di Chironi, iniziato nel 2015 come una ricerca antropologica e architettonica itinerante, si è già insidiato in diversi monumenti del Modernismo da Parigi a Chandigarh, da Marsiglia a Buenos Aires. L’artista sceglie di barattare la stabilità della proprietà privata con la libertà di risiedere temporaneamente nelle opere del maestro franco-svizzero, esplorando la precarietà abitativa contemporanea attraverso l’eredità di una delle figure più influenti del XX secolo. A Tunisi, però, il percorso incontra un limite fisico invalicabile: Villa Baizeau. Costruita tra il 1928 e il 1930 sulla collina di Sainte Monique a Cartagine, l’unica opera di Le Corbusier in terra tunisina è oggi situata all'interno del parco presidenziale e risulta inaccessibile. Questa distanza forzata sposta il baricentro dell’azione verso la Medina, dove Chironi risiede per oltre due mesi, trasformando il cuore storico della città in un laboratorio percettivo dove la promessa modernista si confronta con le urgenze del presente.

Il dialogo con il territorio si manifesta in modo dinamico attraverso le performance di «Carthage Drive», previste per il 24 e 25 marzo. A bordo di una Fiat 127 Special denominata «Camaleonte» - la cui carrozzeria muta cromaticamente seguendo la tastiera di colori ideata da Le Corbusier per Villa Baizeau - l’artista attraversa lo spazio urbano accogliendo passeggeri d’eccezione tra architetti, musicisti e attivisti. L’abitacolo si fa piattaforma itinerante di confronto, una scultura in movimento che reinterpreta lo slogan corbusiano rendendo la «macchina» un dispositivo relazionale. Il legame con la Fiat 127 non è casuale, ma affonda le radici in un aneddoto che lega Chironi a Costantino Nivola, evocando il trasporto inconsapevole di un patrimonio artistico tra la Toscana e la Sardegna negli anni Ottanta.

La riflessione teorica troverà invece il suo culmine il 2 aprile presso l’École Nationale d’Architecture & Urbanisme (ENAU), in occasione della X edizione della Giornata del Design Italiano nel Mondo. L’incontro «Villa Baizeau: un’architettura da raccontare» vedrà la partecipazione di figure di spicco come Brigitte Bouvier e Tarek Baccouche, con l’obiettivo di discutere la rigenerazione degli spazi e il ruolo del patrimonio modernista nelle trasformazioni del Nord Africa. È un momento di approfondimento necessario per comprendere come un’architettura pensata per favorire l’ombra e la ventilazione naturale sia diventata oggi una metafora del confine e dell'inaccessibilità.

L’intero percorso esperienziale culminerà il 3 aprile con l’inaugurazione della mostra presso La Boîte, dove l’automobile-camaleonte si trasformerà in una scultura sonora arricchita da contributi di artisti come Paolo Fresu e Dhafer Youssef. Tra video-installazioni e materiali visivi raccolti durante la residenza, l’esposizione e il libro correlato restituiranno al pubblico la memoria di un abitare negato ma profondamente vissuto, riconfermando Cristian Chironi come un attento osservatore della «casa degli uomini» in un tempo di fragilità e mutamento.

La Fiat 127 Special (Camaleonte) – Tunis version, alla Medina di Tunisi, 2026. Courtesy Cristian Chironi

My house is a Le Corbusier (Studio Apartment), 2015. Courtesy Cristian Chironi e FLC per il lavoro di Le Corbusier

Redazione, 06 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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