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Una Radio per la Biennale Arte 2026

A cura di Lorenzo Giusti e Lara Facco, per la sua settima edizione, Radio GAMeC approda a Venezia come Evento Collaterale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, presentando «Pedagogy of Hope»

 

Redazione GdA

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La speranza, prima ancora che un’idea, è una pratica. E nel 2026 passa anche dalle onde radio. Con Pedagogy of Hope, la nuova stagione di Radio GAMeC approda a Venezia come Evento Collaterale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, trasformando la radio in uno spazio di ascolto, confronto e apprendimento condiviso.

Nata nel 2020 durante il lockdown come piattaforma digitale della GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, Radio GAMeC è diventata negli anni un archivio vivo di voci, conversazioni e immaginari. Per la sua settima edizione cambia scenario: dal 5 al 10 maggio 2026 sarà trasmessa dagli studi di Radio Vanessa, storica emittente veneziana che trasmette ancora in FM dal centro storico, tra Arsenale e Giardini.

Durante la settimana di apertura della Biennale Arte 2026, lo spazio della radio diventerà anche un luogo fisico di incontro. Qui il pubblico potrà ascoltare le trasmissioni, partecipare alle conversazioni e seguire dal vivo un palinsesto costruito come processo aperto. 

Il progetto prende il titolo da «Pedagogia della speranza», il libro con cui il pedagogista brasiliano Paulo Freire tornò, vent’anni dopo, sulle intuizioni della sua opera più celebre, «Pedagogia degli oppressi». Freire immaginava l’educazione non come trasmissione verticale di sapere, ma come pratica critica e dialogica capace di trasformare la realtà. La speranza, per lui, non era un sentimento «ingenuo»: era una necessità politica e umana, una forza che nasce dall’incontro tra consapevolezza, rabbia e desiderio di cambiamento.
Cresciuto a Recife e segnato dall’esperienza della povertà durante la Grande Depressione del 1929, Freire elaborò una teoria dell’educazione profondamente legata alle lotte sociali e ai processi di emancipazione. La sua «Pedagogia do oprimido»  – spesso letta anche in dialogo con le riflessioni anticoloniali di Frantz Fanon – proponeva un modello educativo fondato sul dialogo tra educatore ed educando e sulla capacità di sviluppare una coscienza critica.

È da questo orizzonte teorico che prende forma Pedagogy of Hope, in sintonia con il programma 2026 della GAMeC dedicato all’educazione come pratica di libertà e trasformazione. In un presente attraversato da conflitti globali e sistemi digitali che influenzano sempre più i processi di apprendimento, il progetto si interroga su quali conoscenze e competenze siano oggi necessarie per comprendere il mondo – e su quali strumenti possano favorire autonomia e pensiero critico.
Il palinsesto si costruirà nel tempo, attraverso conversazioni con artisti, curatori, pedagogisti, attivisti, ricercatori e professionisti di ambiti diversi. L’obiettivo è attivare un confronto ampio e trasversale, capace di valorizzare prospettive decentralizzate e forme di conoscenza non egemoniche.

Questa attenzione alle voci «minori» dialoga anche con «In Minor Keys», il tema della Biennale Arte 2026 ideato da Koyo Kouoh: un invito a guardare il mondo da prospettive laterali, meno dominanti ma spesso più rivelatrici.

Dopo la settimana inaugurale veneziana, Radio GAMeC continuerà a trasmettere online fino al 22 novembre 2026, data di chiusura della Biennale. Le conversazioni digitali non saranno «soltanto» un’estensione temporale delle attività in presenza: serviranno anche ad ampliare un archivio orale dell’apprendimento, accogliendo nuove voci e nuove esperienze.

Perché un Museo non si limita a esporre, ma che prova a interrogare il presente e forse anche a immaginare il futuro. Alla radio, naturalmente. Perché tutto comincia da lì: dall’ascolto, dialogo e dal riconoscimento della voce degli altri – proprio come insegnava Freire.

Redazione GdA, 07 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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