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'Bruges', 2026. Courtesy dell'artista e Xavier Hufkens, Bruxelles.

Ph: Thomas Merle, Adam Reich

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'Bruges', 2026. Courtesy dell'artista e Xavier Hufkens, Bruxelles.

Ph: Thomas Merle, Adam Reich

Una mostra, mille prospettive: Nicolas Party a Bruxelles

Ritorna nelle sale della galleria Xavier Hufkens l'artista multimediale Nicolas Party con una mostra dalle mille sfaccettature, che esplora la natura dinamica e in continua evoluzione della nostra percezione

Margherita von Guggenberg

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«Toile d’araignée», “ragnatela”, è il titolo della nuova mostra personale di Nicolas Party presentata alla galleria Xavier Hufkens di Bruxelles. L’artista torna a collaborare con gli spazi espositivi Hufkens della sua città natale dal 21 maggio per un progetto espositivo il cui titolo trasmette la fragilità espressa nelle 5 sale tematiche. 
 

La mostra non è guidata da una singola narrativa; la ricerca onirica di Party su quel confine effimero tra materia e suggestione è carica della potenza del suo simbolismo. La prima sala, composta da immagini ispirate alle fotografie di Georges Rodenbach, si dedica a vedute di riflessi sull’acqua- identità sdoppiate, riflessi di un intero a contrasto con i solidi ponti che li attraversano, unico collegamento con la realtà. I dipinti in pastelli sgargianti (Party ha dichiarato di prendere ispirazione da artisti quali Salvo, Morandi, Milton Avery) rinunciano alla verosimiglianza degli scorci di Bruges a favore di una traduzione emotiva e artistica dell’esperienza. 
Lo stato transitorio viene sottolineato in ogni sezione e scelta iconografica della mostra: l’insistenza su altri soggetti inanimati, come i pesci morti in una sala e la titolare ragnatela nella successiva rafforzano la convivenza di molteplici stati di esistenza. Privati di ogni dettaglio superfluo, i dipinti permettono di concentrarsi sul processo di lenta metamorfosi in atto di fronte ai nostri occhi. 

La mostra si conclude su una serie di paesaggi arborei, incentrati su un orizzonte basso e spianate immense di cielo per una ripresa e sovversione delle vedute iniziali di Bruges. I colori si fondono per dare spazio a una lingua visuale che enfatizza l’apertura e l’immobilità delle scene, richiamando i ritmi intricati di una ragnatela che si espande. 
 

«Toile d’araignée» cerca la comunicazione non solo con lo spettatore ma anche attraverso il pubblico, sfruttando riferimenti culturali a noi familiari per un dialogo storico-artistico tra osservazione e sensibilità individuale. Se l’alienazione dei pesci morti, simbolo sorto da poco nell’operato di Party, richiama la calma innaturale delle nature morte fiamminghe, due ritratti gemelli eppure distanti -unico elemento umano dell’intera mostra- evocano una simbologia duale da ritrovare nei lavori di Rodenbach, Bergman, Hitchcock. Un’immagine duale che contiene diverse identità, intrappolata quanto liberata dalla sua condizione multiforme.

Nicolas Party, nella sua ricerca di rappresentazione dell’intangibile, propone immagini in un costante stato di rielaborazione dinamica. I pastelli, tecnica preferita di Party, si fanno strumento del messaggio di fugacità attraverso il loro tratto delicato. Trasformazione e ripetizione sono al centro di una mostra che, con le sue opere, ci sfida a trovare il significato nel transitorio. 


 

Margherita von Guggenberg, 21 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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