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Monica Trigona
Leggi i suoi articoliRichard Aldrich entra a far parte del programma della galleria Xavier Hufkens, segnando un nuovo passaggio significativo nella traiettoria internazionale dell’artista e nel posizionamento curatoriale della galleria. L’annuncio conferma l’interesse di Hufkens per pratiche pittoriche che interrogano i propri stessi fondamenti, privilegiando linguaggi aperti, processuali e non immediatamente risolti. Conosciuto per un approccio alla pittura che ne amplia costantemente i confini, Aldrich sviluppa opere in cui gesto, revisione e attenzione alla materia sono componenti simultanee di un unico processo. La sua pratica si caratterizza per la continua dialettica tra costruzione e cancellazione, presenza e sottrazione, in cui l’immagine appare più come un campo di possibilità che come una forma definitiva.
Nel commentare la nuova collaborazione, Xavier Hufkens ha sottolineato come il lavoro dell’artista occupi «uno spazio aperto e inquisitivo all’interno della pittura», capace di accogliere esitazione, frammento e revisione come elementi strutturali del linguaggio visivo. Una posizione che riflette bene la natura del lavoro di Aldrich, in cui la pittura si configura come processo instabile e in costante ridefinizione. Il percorso espositivo che seguirà questa nuova rappresentanza si articolerà a partire dalla presentazione dell’artista ad Art Basel questo giugno, per poi proseguire con la sua prima mostra personale presso la sede della galleria a Bruxelles nella primavera 2027.
Aldrich, nato nel 1975 a Hampton, Virginia, e attivo a New York, ha esposto in numerose istituzioni internazionali, tra cui il San Francisco Museum of Modern Art e il Museum Dhondt-Dhaenens. Il suo lavoro è presente in importanti collezioni pubbliche, tra cui quelle del MoMA di New York e dello Smithsonian American Art Museum di Washington, consolidando una posizione ormai centrale nel dibattito sulla pittura contemporanea. La nuova collaborazione con Hufkens si inserisce dunque in un percorso già ampiamente strutturato che apre allo stesso tempo una fase ulteriore di sviluppo in cui la ricerca dell’artista potrà confrontarsi con un contesto curatoriale attento alla complessità e alla trasformazione del linguaggio pittorico.
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