Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Un render del Garden Pavilion di Kulapat Yantrasast a Palazzo Citterio, Milano

Su gentile concessione di ACDF e WHY Architecture

Image

Un render del Garden Pavilion di Kulapat Yantrasast a Palazzo Citterio, Milano

Su gentile concessione di ACDF e WHY Architecture

Una yurta «decostruita» a Palazzo Citterio

Nei giorni della Milano Design Week il Garden Pavilion, promosso dalla Uzbekistan Art and Culture Development Foundation e ideato dalla sua presidente Gayane Umerova, si pone come spazio di incontro e riflessione

Alessia De Michelis

Leggi i suoi articoli

Dalla rarefazione del Mar d’Aral a nuove visioni di resilienza culturale, «When Apricots Blossom» si impone alla Milano Design Week (20-26 aprile) come un racconto stratificato in cui ecologia, artigianato e progetto si intrecciano. Ospitata negli spazi di Palazzo Citterio, l’installazione immersiva curata dall’architetto Kulapat Yantrasast (WHY Architecture) traduce la crisi del Karakalpakstan, regione dell’Uzbekistan profondamente segnata dal disastro ambientale, in un laboratorio di possibilità.

Il percorso espositivo ripercorre la trasformazione del territorio: dalla perdita quasi totale del mare alla ridefinizione dei sistemi di vita, tra biodiversità compromessa e adattamenti sociali. Al centro, tre pratiche vernacolari (panificazione, costruzione di yurte e tessitura) diventano chiavi progettuali per rileggere bisogni primari come nutrimento, abitare e abbigliamento. Oggetti in edizione limitata, tra cui timbri per il pane (chekich) e vassoi, realizzati da designer internazionali con artigiani locali, reinterpretano materiali e motivi della tradizione in una grammatica contemporanea.

La scenografia, caratterizzata da forme ondulate ispirate ai canneti, amplifica la dimensione sensoriale del racconto, mentre il film «Where the Water Ends» di Manuel Correa e Marina Otero Verzier introduce uno sguardo diretto sulle comunità del Mar d’Aral. Accanto, i manufatti selezionati dagli studenti della Aral School sottolineano il ruolo del design come strumento critico e operativo nei contesti fragili.

Il progetto, promosso dalla Uzbekistan Art and Culture Development Foundation e ideato dalla sua presidente Gayane Umerova, trova compimento nel Garden Pavilion: una yurta «decostruita» concepita come spazio di incontro e riflessione. Qui workshop, talk e dimostrazioni attivano un dialogo tra saperi locali e scena internazionale.

Più che una mostra, «When Apricots Blossom» si configura come piattaforma culturale: un invito a considerare artigianato e design non solo come espressioni estetiche, ma come agenti di rigenerazione sociale e ambientale.

Alessia De Michelis, 18 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

Una yurta «decostruita» a Palazzo Citterio | Alessia De Michelis

Una yurta «decostruita» a Palazzo Citterio | Alessia De Michelis