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Carlino Corezzi
Leggi i suoi articoliNel solco di una storia di eleganza, intelligenza e passione, Gonnelli Casa d’Aste presenta il 18 giugno una vendita da tener d’occhio: l’asta n. 60, interamente dedicata alla collezione di Tammaro De Marinis, celebre bibliofilo e intellettuale del Novecento, a sua moglie Clelia Zucchini e ai loro eredi, una finestra aperta su un mondo scomparso, che univa la raffinatezza aristocratica a una profondissima cultura antiquaria. De Marinis (Napoli, 1878 – Firenze, 1969) fu figura di primo piano nel panorama bibliografico europeo, protagonista di una stagione in cui il collezionismo librario si fondeva con la ricerca filologica e con l’estetica della bellezza. Ma il suo gusto e la sua competenza andavano ben oltre il libro antico. Villa Montalto a Firenze e Villa Celle presso Pistoia furono i teatri eleganti e sobri di un collezionismo eclettico e colto, che oggi rivive attraverso oltre 300 lotti selezionati. La prima sessione dell’asta (ore 10) comprende oggetti d’arte orientale, argenti, gioielli, penne e accendini da collezione, mentre la seconda (ore 15) è dedicata a monete, medaglie e placchette. Ogni pezzo è una tessera del mosaico di gusto e sapienza costruito con pazienza e passione da De Marinis nel corso di una vita. Tra i pezzi più emblematici spiccano una «Madonna col Bambino che legge» in stucco dipinto (lotto 2, base 1.800 euro), un cofanetto istoriato del XVI secolo (lotto 3), e una coppia di candelabri francesi in bronzo dorato (lotto 18). L’arte orientale è rappresentata da un monumentale Paravento Coromandel d’epoca Qianlong (lotto 25, 4.800 euro), e da una raffinata scultura in giadeite (lotto 30).
Elegante è la selezione di argenti, tra cui le suppellettili con monogramma DM, provenienti dalla storica manifattura Puiforcat. Accanto ad esse, esemplari pontifici, piemontesi, russi e tedeschi, come il carillon canterino in argento e smalto del 1920 (lotto 73), piccoli capolavori dell’arte orafa e decorativa europea. I gioielli raccontano un mondo di finezze ottocentesche e modernità discrete: dalle tabacchiere francesi con miniature in smalto (lotti 119-120) alla produzione della maison Gübelin, fino a rarità contemporanee come i bracciali Love di Cartier (lotti 161-163). Suggestiva anche la sezione di orologi da petto, gemelli di design, e oggetti d’uso diventati icone: su tutti, il rarissimo accendino Diamond Rain di Dupont, tempestato da oltre mille diamanti (lotto 198, base 10mila euro). Nel pomeriggio, l’attenzione si sposta sulla numismatica, con una selezione che include autentiche rarità aragonesi, tra cui un Pierrale d’oro di Pietro e Costanza d’Aragona coniato a Messina tra il 1282 e il 1285 (lotto 233). L'asta è anche occasione per celebrare la storia della Libreria Antiquaria Gonnelli, che nel 2025 compie 150 anni di attività.
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