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La testa di bue faceva probabilmente parte di una scultura di dimensioni maggiori

Foto Almallutx: ArqueoTramuntana

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La testa di bue faceva probabilmente parte di una scultura di dimensioni maggiori

Foto Almallutx: ArqueoTramuntana

Va a passeggiare in montagna e trova una piccola testa di bue in bronzo di 2.500 anni fa

È accaduto in Spagna, nella Serra de Tramuntana, una catena montuosa dell’isola di Maiorca. Secondo gli archeologi, la sculturina è tipica della cultura post-talaiotica, databile a un periodo compreso tra il 600 e il 200 a.C.

Vittorio Bertello

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Un escursionista che passeggiava nella Serra de Tramuntana di Maiorca (una catena montuosa che si estende per circa 90 chilometri sul versante nord-occidentale dell’isola) ha scoperto per caso una piccola testa di bue in bronzo risalente a circa 2.500 anni fa. Il reperto misura 3,2 cm di lunghezza. Gli archeologi di Almallutx: Arqueo Tramuntana (associazione locale per la ricerca e la divulgazione del patrimonio archeologico e culturale), che hanno analizzato il pezzo, ritengono che sia tipico della cultura post-talaiotica, databile a un periodo compreso tra il 600 e il 200 a.C.

Il turista Josep M. Buils ha trovato la statuetta lungo una strada nei pressi del comune di Valldemossa e ha contattato l’archeologo Jaume Deyà, il quale l’ha consegnata all’ente governativo dell’isola spagnola affinché l’oggetto potesse essere esaminato in modo approfondito e conservato in maniera adeguata. La testa gode di un ottimo stato di conservazione e, nonostante le piccole dimensioni, mostra chiaramente i tratti riconoscibili dell’animale, tra cui il muso e gli occhi: dettagli rappresentati in una forma stilizzata ma identificabile, tipica delle tradizioni artistiche preistoriche mediterranee.

I ricercatori ritengono che l’oggetto facesse parte di una scultura o di un elemento decorativo di dimensioni maggiori. Forse apparteneva a un oggetto cerimoniale, un elemento di un santuario o una struttura decorativa. Nelle Isole Baleari raffigurazioni simili sono note, ma gli esemplari in bronzo sono rari.

La cultura talaiotica di Maiorca si sviluppò verso la fine dell’Età del Bronzo, e prende il nome da monumentali torri di pietra, erette in quel periodo e chiamate in spagnolo talayot. Le comunità dell’epoca vivevano in insediamenti fortificati e praticavano la metallurgia e la produzione ceramica. Gli studiosi ritengono che i buoi, che compaiono spesso nell’arte preistorica mediterranea, potessero essere simboli del potere della natura legati a rituali comunitari volti a garantire la prosperità e la protezione delle comunità locali. Gli archeologi di Maiorca sperano ora di determinare l’età esatta dell’oggetto, la tecnica di produzione e il suo possibile contesto originario.

Vittorio Bertello, 19 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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