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Laura Lombardi
Leggi i suoi articoliFirenze. Nell’ala sud-orientale del piano nobile di Palazzo Vecchio è stato restaurato il Terrazzo di Giunone tramite la Fondazione Friends of Florence presieduta da Simonetta Brandolini d’Adda e grazie al generoso contributo di Ellen e James Morton, Jon e Barbara Landau e Fabrizio Moretti. Situato tra le «stanze nuove» che Cosimo I de’ Medici fece costruire all’indomani del suo trasferimento nel palazzo, il Terrazzo fa parte del Quartiere degli Elementi destinato ad accogliere gli ospiti della corte.
Costruito sotto la direzione di Battista del Tasso tra il 1551 e il 1555, fu modificato da Giorgio Vasari nel 1557 nell’ambito della trasformazione dell’antico Palazzo dei Priori o della Signoria in reggia ducale e decorato con palchi lignei dipinti, stucchi e affreschi dello stesso Vasari e collaboratori che narrano storie di divinità mitologiche. Il Terrazzo già alla fine del ’700 era una stanza chiusa, ma in origine era una loggia con colonne progettata per accogliere una fontana al centro (mai realizzata) e una statua antica della dea.
Per evocare quel progetto incompiuto, riconoscibile nell’affresco al centro del registro inferiore della parete interna, a metà del Novecento è stato collocato al centro del Terrazzo il «Putto con delfino» commissionato a Verrocchio da Lorenzo il Magnifico per una fontana della Villa di Careggi (poi spostato nel cortile di Michelozzo, dove ora c’è una copia).
Liberati gli stucchi dai depositi di polveri incoerenti, si è proceduto al restauro degli affreschi previa asportazione di colle e resine apposte nei secoli e consolidamento di sollevamenti di colore e cadute di pellicola pittorica (l’asportazione delle ridipinture ha salvaguardato le ricostruzioni di brani fondamentali del testo pittorico, quali la testa di Giunone, parte del corpo e i pavoni). Le superfici sono ora protette da vetri antiriflesso.
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