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MAURO ZANCHI E SARA BENAGLIA
Tra lost media, estetiche low-res e la pittura intesa come estrusione dall'interfaccia, l'artista analizza lo scarto temporale tra la velocità dell'hardware e la lentezza dell'emotività umana, prefigurando il passaggio dal nomadismo all'autonomia tecnologica fai-da-te
In mostra a Reggio Emilia fino al 20 giugno con i progetti «What Lies Beneath» e «Dead God, Thank You», l'artista riflette sul concetto di autorialità nell'era dell'intelligenza artificiale e sulla metamorfosi della materia

