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René Lalique, Decorazione per corpetto: farfalle notturne, Museo Lalique, deposito Shai Bandmann e Ronald Ooi

© Studio Y. Langlois

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René Lalique, Decorazione per corpetto: farfalle notturne, Museo Lalique, deposito Shai Bandmann e Ronald Ooi

© Studio Y. Langlois

A La Coruña la più grande mostra dedicata in Spagna a René Lalique, l’inventore del gioiello moderno

La Fondazione Barrié riunisce più di 300 opere che illustrano la straordinaria carriera dell’artista e imprenditore, protagonista dell’Art Nouveau e dell’Art Déco

La Fondazione Barrié di La Coruña presenta la più grande mostra mai organizzata finora in Spagna sull’opera di René Lalique (Ay, 1860-Parigi, 1945), maestro dell’Art Nouveau e dell’Art Déco, che segnò una svolta nella storia del design europeo a cavallo tra il XIX e il XX secolo e ridefinì il rapporto tra arte, design e industria. «Lalique, la belleaza dell’Art Nouveau e nell’Art Déco», aperta dal 26 marzo al 12 luglio, riunisce circa 300 opere, molte esposte in rare occasioni, provenienti dal Museo Lalique de Wingen-sur-Moder, la località dove l’artista e imprenditore fondò la sua fabbrica nel 1921, dal Museo Calouste Gulbenkian di Lisbona che possiede 179 gioielli e oggetti di Lalique e da varie collezioni private. Curata da Véronique Brumm, direttrice del Museo Lalique, la rassegna esplora il poliedrico talento di René Lalique, iniziando dalla sua attività di orafo. Medaglioni, orecchini, ornamenti per corpetti, collane, diademi e persino fibbie, riflettono il suo spirito innovativo e audace. La sua nuova interpretazione dell’arte orafa è messa in evidenza anche da disegni e opere in ferro, che contribuiscono a offrire una comprensione più approfondita del suo processo creativo. «Stole, cornici, bastoni da passeggio, applique, specchi e altri oggetti decorativi dimostrano che Lalique era molto più di un semplice orafo e vetraio», spiega Véronique Brumm, che nel percorso mette in luce la fertile immaginazione dell’artista e la sua scoperta della flora e della fauna che tanto lo ispirarono, così come la sua passione per la donna, onnipresente nella sua opera come allegoria, figura alata o antica divinità e le sue molteplici fonti d’ispirazione, dagli scavi egizi, greci o etruschi ai i tesori del Medioevo e del Rinascimento.

La tesi della mostra sottolinea la personalità unica di Lalique che visse due vite artistiche consecutive, distinguendosi come una delle figure più importanti prima dell’Art Nouveau e poi dell’Art Déco. La natura e il corpo femminile furono gli elementi centrali del suo primo periodo in cui creò soprattutto gioielli, ma anche bicchieri, pettini e altri oggetti più rappresentativi dell’Art Nouveau. «È meglio cercare la bellezza che ostentare il lusso», soleva affermare Lalique, che non esitò a utilizzare le tecniche più elaborate e a servirsi di materiali che, fino ad allora, erano raramente impiegati in oreficeria, come il corno, l’avorio, le pietre semipreziose e, naturalmente, lo smalto e il vetro, che combinò con oro e pietre preziose, creando uno stile originale che si convertì in un vero e proprio marchio di fabbrica. «I gioielli d’avanguardia di Lalique affascinarono un’élite intellettuale e artistica, anticonvenzionale, capace di apprezzare la bellezza di un oggetto nonostante la relativa povertà dei suoi materiali. È il caso della grande attrice Sarah Bernhardt, che tra il 1891 e il 1894 gli commissionò i gioielli per i suoi spettacoli, contribuendo così alla sua fama e al suo successo finanziario», sottolinea la curatrice.

Per la sua originalità e il suo talento fu definito da Émile Gallé, un altro dei grandi nomi dell’Art Nouveau francese, «l’inventore del gioiello moderno». All’apice della sua carriera come gioielliere, spostò gradualmente la sua attenzione sulla lavorazione del vetro. I suoi primi esperimenti risalgono al 1890, ma fu l’incontro con il visionario profumiere François Coty nel 1908 a rivelarsi decisivo, portandolo non solo a disegnare, ma anche a produrre flaconi dalle forme audaci e inedite per i più prestigiosi profumieri del mondo. Il sodalizio con Coty produsse una vera e propria rivoluzione tecnologica e commerciale, che non sarebbe mai stata possibile senza l’abilità e la creatività dell’artista. Lalique non creò solo gioielli e flaconi di profumo, per i quali è conosciuto in tutto il mondo, ma progettò anche oggetti come tappi per i radiatori delle lussuose automobili degli anni Venti e decorazioni per treni, transatlantici e negozi. Sebbene è meno noto, s’interessò anche all’architettura religiosa e realizzò fontane di straordinaria bellezza, come quella creata per l’Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes di Parigi del 1925, considerata tra le opere monumentali più spettacolari dell’Art Déco.

René Lalique, Ringhiera «Donna alata», Museo Lalique, deposito Benjamin Gastaud. © Karine Faby

René Lalique, Ciondolo-spilla «Nudi alati intrecciati», Museo Lalique, deposito Shai Bandmann e Ronald Ooi. © Shuxiu Lin, Israele

Roberta Bosco, 25 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

A La Coruña la più grande mostra dedicata in Spagna a René Lalique, l’inventore del gioiello moderno | Roberta Bosco

A La Coruña la più grande mostra dedicata in Spagna a René Lalique, l’inventore del gioiello moderno | Roberta Bosco