Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Olga Scotto di Vettimo
Leggi i suoi articoliDopo decenni di chiusura, i Chiostri monumentali e la Sacrestia Vasariana di San Giovanni a Carbonara sono stati restituiti alla città. La riapertura dello scorso 24 giugno, pur non coincidendo con la conclusione del restauro dell’intero complesso, avvia una fase di uso pubblico, gratuito e temporaneo, destinata ad accompagnare un più ampio progetto di recupero e rifunzionalizzazione. L’intervento nasce dalla collaborazione tra Chiesa di Napoli, Agenzia del Demanio, Comune di Napoli, Soprintendenza Abap per il Comune di Napoli e Regione Campania, e ha previsto l’affidamento degli spazi in concessione temporanea alla Fondazione Napoli C’entro, nata nel 2024 su iniziativa dell’Arcidiocesi e impegnata nella promozione culturale e nell’inclusione sociale, in particolare delle giovani generazioni, nell’ambito del Mudd-Museo Diocesano Diffuso di Napoli.
Gli spazi riaperti appartengono all’antico sistema conventuale di San Giovanni a Carbonara, tra i principali episodi della Napoli rinascimentale, poi in parte destinato, dal XIX secolo, a usi militari e oggi compreso nel compendio demaniale dell’ex Caserma Garibaldi, determinando trasformazioni funzionali che ne hanno modificato l’assetto originario. Riconosciuto nel 1990 di particolare interesse storico-artistico, il complesso è oggi al centro di un processo che prova a tenere insieme tutela, accessibilità e nuove funzioni.
La riapertura restituisce alla città «un pezzo importante del cuore di Napoli non più inaccessibile, non più disperso nel degrado», ricorda il cardinale don Mimmo Battaglia, e adotta la formula dell’uso temporaneo, che consente di rendere fruibili gli spazi anche «in attesa di grandi interventi di rifunzionalizzazione», come ha sottolineato il sindaco Gaetano Manfredi. Non si tratta, quindi, solo di riaprire un luogo, ma di sperimentare una modalità di gestione che sottrae il bene all’inaccessibilità e obbliga a misurarsi con la continuità della cura, la qualità dei servizi e la relazione con il territorio. I Chiostri ospiteranno mostre, laboratori, residenze artistiche, incontri pubblici e percorsi partecipativi, oltre a info point, bookshop e buvette. Roberto Fico, presidente della Regione Campania, ha evidenziato come ogni atto di rigenerazione «porti con sé l’attivazione di un processo sociale e culturale significativo e di nuove opportunità di partecipazione, lavoro e crescita, soprattutto per i più giovani».
I Chiostri di San Giovanni a Carbonara
Per l’Agenzia del Demanio, proprietaria di parte del complesso, l’intervento si inserisce in una più ampia strategia di riuso dei beni pubblici. «Curare il patrimonio dello Stato per l’Agenzia del Demanio significa porre al centro le persone e le loro esigenze nel contesto sociale e urbano in cui vivono. Così il riuso dell’immobile pubblico diventa una priorità per restituire alla collettività “il bene comune”», afferma la direttrice Alessandra dal Verme.
La restituzione assume un rilievo particolare nella Sacrestia Vasariana, dove sono state ricollocate le 16 tavole dipinte da Giorgio Vasari a Roma per San Giovanni a Carbonara. Trasferite nel 1941 nei depositi del Museo di Capodimonte per ragioni di tutela bellica, le opere tornano nel luogo d’origine dopo il percorso di restauro, indagini diagnostiche e studi avviato nel 2011, in occasione della mostra «Vasari e il Rinascimento a Capodimonte». Rosalia D’Apice, soprintendente Abap per il Comune di Napoli, ha ribadito come il rientro delle tavole vada inteso come un tassello di una più ampia strategia di ricollocazione dei beni mobili nei contesti di provenienza. La Soprintendenza è inoltre impegnata in un progetto di consolidamento e restauro che riguarderà il campanile seicentesco e la cappella Caracciolo del Sole, con il ciclo di affreschi di Leonardo di Besozzo e Perinetto da Benevento. Sono in fase di progettazione anche interventi sul Monumento di Ladislao di Durazzo e sull’intera area dei Chiostri.
Ad accompagnare l’avvio della nuova stagione è «Polifonie», mostra allestita nella Sacrestia Vasariana e curata da Elena Biani e Tommaso Zijno, realizzata con New Art Way, Galleria delle Arti di Roma, Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e Fondazione Napoli C’entro. Ispirata al pensiero di Girolamo Seripando, l’esposizione mette in relazione il nucleo vasariano con differenti interpretazioni della tradizione biblica. Accanto alle tavole di Vasari sono presentate opere di Marc Chagall, Salvador Dalí, Oskar Kokoschka, Salvatore Fiume e Armando De Stefano, ma anche le opere di sei illustratori contemporanei (Elena Friederika Ballof, Gloria Di Bella, Andrea Pucci, Valerio Paolucci (Grigio), Simone Rea ed Elisa Seitzinger) e cinque tavole della «Biblia Sacra Vulgatae Editiones» illustrata da Dalí. Il dialogo con la contemporaneità si estende anche ai Chiostri, dove l’artista canarino Tono Cruz ha realizzato murales ispirati alle litografie del Fondo Isabella Meoni Ferrara.
I Chiostri di San Giovanni a Carbonara