IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Arte
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Economia
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale delle Mostre
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Rapporto Annuale Fotografia
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Vedere a Milano
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Arte
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Economia
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale delle Mostre
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Rapporto Annuale Fotografia
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Vedere a MilanoVerifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Tre installazioni al pianterreno del Museo di Roma coinvolgono lo spettatore in uno spazio che volge dal giocoso al drammatico
- Francesca Romana Morelli
- 08 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
Particolare di «My Little White Book», 2026, di Adrian Tranquilli
Adrian Tranquilli a Palazzo Braschi: ludico e tragico s’incontrano nel castello di carta di Joker
Tre installazioni al pianterreno del Museo di Roma coinvolgono lo spettatore in uno spazio che volge dal giocoso al drammatico
- Francesca Romana Morelli
- 08 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
Francesca Romana Morelli
Leggi i suoi articoliQuando si varca l’ingresso di «It’s Happening Again», la nuova personale di Adrian Tranquilli allestita dal 10 aprile al 24 maggio negli spazi delle sale al piano terra del Museo di Roma Palazzo Braschi, si è colti dalla sensazione di entrare in una dimensione onirica, dove il tempo è bloccato, come sembra suggerire a destra il rumore dell’acqua che scorre ininterrottamente e a sinistra la musica di un carillon inceppato, suoni registrati personalmente dall’artista.
La personale segna un ulteriore passo avanti nel’’arco della ricerca trentennale di Tranquilli (Melbourne, Australia, 1966; vive a Roma), che, lucido nella sua visione sul presente e sul futuro, da sempre impegnato a far vivere allo spettatore a pieno i suoi progetti, fa appello sia alla ragione sia al sentimento. Dotato di un linguaggio espressivo asciutto, radicale, partecipe di eventi politici, storici e intellettuali, che così chiariscono da chi e da dove vengono i suoi progetti, Tranquilli si nutre di vasti interessi: dall’arte al cinema d’autore (David Lynch di «Twin Peaks», Stanley Kubrick di «2001: Odissea nello Spazio»), dalla musica all’antropologia culturale e sociale.
A destra, in uno spazio ombroso, si erge una sorta di monolite alto tre metri, «Endsong» (2025): un castello fitto di carte da gioco nere con l’immagine dell’antieroe: il Joker, raffigurato in centoventi iconografie, che dal Medioevo giungono al presente. A sinistra, si supera un breve corridoio dominato da una monumentale scultura appartata di Batman, «In Excelsis 6» (2024), secondo la pratica yoga, atteggiata con le mani nella Mudra (gesto) del coraggio, ovvero «non avere paura». Infine, si giunge a uno spazio illuminato da una luce calda, dove a parete si osserva una grande installazione bianca, «My Little White Book» (2026), che se si apre rivela una sorpresa sconcertante.«La mostra è sottesa da una “teatralità”, come la intendeva Kounellis, spiega Tranquilli, libertà di mettere in gioco associazioni di concetti, di valori, di forze passionali mosse dal presente, ma soprattutto di coinvolgere lo spettatore in uno spazio significante, che, nel mio caso, volge dal giocoso al drammatico».
La personale è organizzata da Studio Stefania Miscetti, con la collaborazione dei servizi museali di Zètema Progetto Cultura ed è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina.
«Endsong», 2025, di Adrian Tranquilli