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Gianfranco Ferroni
Leggi i suoi articoliL’arte e la pace. E anche l’etica. Ma soprattutto l’arte e la rappresentazione del sacro, un tema che era carissimo allo scomparso Luca Beatrice. Ora una mostra dedicata a San Francesco vuole raccogliere la sfida della possibilità di offrire un messaggio religioso, quindi soggettivo, mediato dalla sapienza artistica, creando una proposta rivolta alla platea di visitatori del MaXXI, il tempio laico dell’arte contemporanea progettato da Zaha Hadid. Per Beatrice Buscaroli, che a Roma, per il MaXXI, ha curato «Creature, Creatori. San Francesco e l’arte contemporanea», quella che apre il 22 maggio è «una mostra rischiosa. Rivoluzionaria». Con San Francesco protagonista autentico, «una figura ancora attuale, capace di attraversare il presente e offrire una possibilità di dialogo e speranza in un mondo segnato da conflitti, individualismo e frammentazione», aggiunge la curatrice. Promossa e prodotta dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e dalla Fondazione MaXXI-Museo nazionale delle arti del XXI secolo, nell’ambito delle iniziative promosse dal Comitato Nazionale per la celebrazione dell’ottavo Centenario della morte di san Francesco d’Assisi, la mostra «va oltre l’immagine iconografica di San Francesco per raccontarne il modo di guardare il mondo e il valore etico del suo pensiero. La sua visione, espressa nel “Cantico delle Creature”, diventa un punto di partenza per rileggere l’arte italiana dal secondo dopoguerra a oggi. San Francesco non è soltanto soggetto di rappresentazione, ma presenza capace di orientare lo sguardo e suggerire nuove possibilità di relazione tra uomo, natura e sacro», prosegue Beatrice Buscaroli.
Curiosamente, la presentazione della rassegna avviene proprio mentre a Venezia il ministro della Cultura Alessandro Giuli sigla la pace con il numero uno della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco. E le opere proposte sono interessanti, firmate da Stefano Arienti, Jacopo Benassi, Vasco Bendini, Luca Bertolo, Bertozzi & Casoni, Lorenzo Bonechi, Alberto Burri, Paolo Canevari, Chiara Calore, Pier Paolo Calzolari, Chiara Camoni, Marco Cingolani, Antonio Del Donno, Aron Demetz, Fulvio Di Piazza, Bruna Esposito, Mario Giacomelli, Maria Lai, Piero Manzoni, Andrea Mastrovito, Giorgio Morandi, Ennio Morlotti, Alessandro Pessoli, Davide Rivalta, Flavia Rossi, Nicola Samorì, Germano Sartelli, Mario Schifano ed Ettore Spalletti. Nella mente resterà a lungo la potenza del messaggio di Maria Lai, artista che amava farsi ritrarre con una pistola in mano, dalla spiritualità profonda e legata a culti antichissimi, già protagonista con le sue opere al MaXXI e prossimamente, dal 25 giugno al 21 settembre, al centro di una mostra nel Museo Madre di Napoli: con stoffa e filo era riuscita a dar vita a capolavori come «Terra» e «Bisbigli», preziosissimi contenitori del sapere. Se per Maria Emanuela Bruni, presidente della Fondazione MaXXI, «questa mostra ha l’ambizioso obiettivo di incarnare le molteplici risonanze della visione francescana, restituendone al contempo la complessità», Angelo Piero Cappello, direttore generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, sottolinea che la rassegna «offre un’occasione unica per rileggere la figura di San Francesco non solo come soggetto della tradizione iconografica, ma come principio generativo di pensiero e visione, in grado di orientare ancora oggi il rapporto tra uomo, natura e dimensione etica. Il dialogo tra artisti del secondo ’900 e del contemporaneo restituisce la vitalità di un’eredità che continua a produrre significati, confermando il ruolo delle istituzioni nel promuovere una cultura aperta, inclusiva e capace di interrogare il presente». Con «molti tra gli autori presenti» che hanno «rappresentato l’urgenza e la potenza» dell’attualità di San Francesco, «dalla rinuncia ai beni alla povertà, dalla giovinezza di cavaliere alla purezza, alla bontà, alla semplicità di cuore, al sentimento di essere parte di un tutto».
Vista con l’occhio del poeta, Davide Rondoni, che ricopre il ruolo di presidente del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’Ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, il «poverello di Assisi» riesce a insegnare a tutti «che la libertà non è capriccio, ma energia di cantare il reale, di onorarlo, di indagarlo e di amarlo. Per questo l’arte, quando accetta il rischio di misurarsi con lui, può ritrovare la propria necessità più profonda: non come esercizio di vanità, ma come segno, invocazione e apertura al mistero della vita». E Francesco Stocchi, direttore artistico del MaXXI, punta a evidenziare che «attraverso il dialogo tra artisti di generazioni diverse, la mostra mette in luce come il pensiero francescano, il rapporto con il vivente, l’idea di fragilità, la relazione tra uomo, natura e spiritualità, continui ancora oggi ad attraversare profondamente la ricerca artistica contemporanea. In questo senso, il progetto conferma il ruolo del MaXXI come luogo di confronto tra memoria culturale e sensibilità del presente». Tutto questo in una mostra visibile fino al 20 settembre. Che poi è il giorno della presa di Roma da parte dei Savoia, con la breccia di Porta Pia, ma questa è un’altra storia. Catalogo Dario Cimorelli Editore, volume realizzato con il contributo di Aeroporti di Roma, nel quale sono da leggere con estrema attenzione anche i testi di Franco Cardini e Costantino D’Orazio.
Una veduta della mostra «Creature, Creatori. San Francesco e l’arte contemporanea» al MaXXI di Roma. Foto © Luis Do Rosario. Courtesy Fondazione MaXXI