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Raffaello, «Madonna col Bambino e san Giovannino in un paesaggio (Madonna d’Alba)», 1509-11 ca, Washington, National Gallery of Art

Courtesy National Gallery of Art, Washington

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Raffaello, «Madonna col Bambino e san Giovannino in un paesaggio (Madonna d’Alba)», 1509-11 ca, Washington, National Gallery of Art

Courtesy National Gallery of Art, Washington

Al Met tutto Raffaello, prototipo degli ideali artistici e umanistici del Rinascimento italiano

Grazie a eccezionali prestiti internazionali, sono riunite in questa occasione 200 opere tra disegni, dipinti, arazzi e arte applicata: un evento «epocale» che ripercorre, per la prima volta negli Stati Uniti, tutta la carriera del maestro urbinate

«Oltre a un’arte che sfiora la perfezione, evidente sia ai suoi contemporanei sia ai posteri, la creatività e l’approccio alla professione di Raffaello riverberano oggi di echi inaspettati. Molto prima dell’invenzione dei social media, Raffaello coltivò la sua immagine di artista e cortigiano abile in società, amabile e collaborativo, comprendendo a fondo l’importanza e i dettagli più sottili dei rapporti interpersonali e politici, qualità che declinò con clamoroso successo a servizio della sua carriera. Inoltre, in un’epoca precedente all’invenzione della fotografia, dell’immagine digitale e di internet, capì l’importanza di diffondere le sue invenzioni artistiche attraverso la tecnologia dell’epoca, la stampa d’arte (...). Organizzò la sua bottega in modo efficiente, come un moderno studio creativo, adottando un modello di business in cui la gerarchia dei collaboratori garantiva la massima produttività. Si concentrò più sul ruolo di “ideatore” che su quello di “realizzatore”, impiegando gli assistenti nella realizzazione di dipinti di dimensioni monumentali allo scopo di liberare tutta la potenza delle sue straordinarie energie creative. Sebbene i frutti di queste collaborazioni abbiano dato origine a spinose questioni di attribuzione e persino, talvolta, ad accuse di formalismo, Raffaello persiste nell’immaginario collettivo come prototipo degli ideali artistici e umanistici del Rinascimento italiano». 

Così la curatrice Carmen Bambach scrive nel corposo catalogo che accompagna la mostra «Raffaello: poetica sublime», allestita al Metropolitan Museum of Art dal 29 marzo al 28 giugno. Un evento «epocale» che, dopo sette anni di gestazione, per la prima volta negli Stati Uniti ripercorre interamente vita e carriera del maestro urbinate. Eccezionale rilevanza assumono i prestiti, che hanno assicurato la presenza di ben 200 lavori tra disegni, dipinti, arazzi e opere di arte applicata. 

Appaiono coinvolti i maggiori musei del mondo, tra cui fondamentali istituzioni italiane come le Gallerie degli Uffizi (che detengono il primato mondiale di dipinti raffaelleschi), la Galleria Nazionale delle Marche di Urbino, l’Accademia Carrara di Bergamo, la Pinacoteca Nazionale di Bologna (che presta «L’estasi di santa Cecilia») e i romani Musei Vaticani, Gallerie Nazionali Barberini Corsini e Galleria Borghese, da cui proviene «La dama col liocorno». 

Strutturata cronologicamente e arricchita di focus tematici, la mostra offre un quadro esaustivo della versatilità dell’artista (Urbino, 1483-Roma, 1520), di cui viene messa in grande evidenza anche la meno nota attività di architetto. A quest’ultima in ambito romano è dedicato un saggio nel catalogo curato dallo studioso italiano Guido Beltramini, direttore del Palladio Museum di Vicenza, che aveva nel 2023 ospitato la mostra «Raffaello. Nato architetto». 

Tra gli highlight, il Met segnala la «Madonna col Bambino e san Giovannino in un paesaggio (Madonna d’Alba)» della National Gallery of Art di Washington, affiancata dai disegni preparatori provenienti dal Musée des Beaux-Arts di Lille, e il celebre «Ritratto di Baldassarre Castiglione» conservato al Louvre, considerato per finezza psicologica uno degli esiti più alti della ritrattistica rinascimentale. 

Uno dei grandi temi affrontati dalla mostra è infatti l’innovativo approccio di Raffaello al ritratto, soprattutto muliebre, reso possibile anche da un pionieristico uso delle modelle nude condiviso con i grandi maestri della scuola veneta. 

«Queste opere rivelano non solo la reazione dell’artista davanti ai suoi soggetti, e la sua empatia, nella misura in cui il loro status sociale glielo consentiva, ma anche il suo straordinario dono di coinvolgere l’osservatore nell’atto della contemplazione, scrive Bambach. Anni di pratica nel disegno per raggiungere una contemplazione intima e meditata dei suoi modelli sono alla base del fulgore di Raffaello come ritrattista. Persino dai suoi primi disegni si evince la capacità emotiva di penetrare la psiche». 

La mostra rende conto anche degli approfonditi studi scientifici recentemente condotti sui dipinti raffaelleschi grazie a tecniche come l’imaging, i raggi infrarossi (Irr) e i raggi X. Grande attenzione viene ad esempio dedicata allo studio dei disegni preparatori condotti su dipinti come la «Processione al Calvario», la «Madonna dei Garofani» e la «Madonna Aldobrandini (Madonna Garvagh)» della National Gallery di Londra o sull’incompiuta «Madonna del Baldacchino» del polo museale degli Uffizi.

Raffaello, «La dama col liocorno», 1505-6, Roma, Galleria Borghese. © Galleria Borghese. Foto: Mauro Coen

Raffaello, «Santa Caterina di tre quarti (Cartone per il dipinto della National Gallery, Londra)», 1507 ca, Parigi, Musée du Louvre. © RMN-Grand Palais / Art Resource, Ny. Foto: Michel Urtado

Elena Franzoia, 19 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

Al Met tutto Raffaello, prototipo degli ideali artistici e umanistici del Rinascimento italiano | Elena Franzoia

Al Met tutto Raffaello, prototipo degli ideali artistici e umanistici del Rinascimento italiano | Elena Franzoia