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François Morellet, «π Weeping neonly bleu n°1», 2001, Milano, Bag-Bocconi Art Gallery

Courtesy A arte Invernizzi, Milano. © Estate Morellet, Cholet. Foto Mattia Mognetti, Milano

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François Morellet, «π Weeping neonly bleu n°1», 2001, Milano, Bag-Bocconi Art Gallery

Courtesy A arte Invernizzi, Milano. © Estate Morellet, Cholet. Foto Mattia Mognetti, Milano

Anche a Milano si celebra il centenario di François Morellet

A arte Invernizzi è promotrice di una serie di mostre che iniziano a maggio e si articolano per tutto il 2026, coinvolgendo istituzioni in tutta Italia

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

Cento anni fa nasceva a Cholet, in Francia, François Morellet (1926-2016), uno dei più incisivi esponenti delle ricerche programmate e minimali degli anni Cinquanta e Sessanta e colui che ha pionieristicamente aperto la strada verso quella visione generativa e immersiva dell’immagine che tanto peso ha avuto e ha per le generazioni successive. La Francia festeggia l’anniversario con le celebrazioni promosse dal Centre Pompidou, inaugurate lo scorso 2 aprile con la mostra «François Morellet. 100 pour cent», ma l’Italia (dove Morellet espose per la prima volta nel 1960 alla Galleria Azimut, invitato da Piero Manzoni, e dove da A arte Invernizzi si tenne, postuma, nel 2016, l’ultima mostra da lui progettata) non è da meno, grazie al progetto «François Morellet Centenario in Italia 1926-2026» (catalogo Metilene), ideato e coordinato da A arte Invernizzi e realizzato con l’Estate Morellet. A curarlo sono Paolo Bolpagni, direttore Fondazione Ragghianti di Lucca, e Alessandro Gallicchio, direttore Dipartimento di storia dell’arte dell’Accademia di Francia a Roma-Villa Medici.

Primo appuntamento, dal 21 maggio al 17 luglio, da Invernizzi con «François Morellet|Gianni Colombo», a cura di Luca Massimo Barbero, che indaga i rapporti tra questi due artisti (Gianni Colombo, milanese, nacque nel 1937 e morì nel 1993) che molto si stimavano, tanto che negli anni ’80 fu proprio Colombo, a presentare il maestro francese e la moglie Danielle a Epicarmo e Tiziana Invernizzi, che con loro avrebbero stretto una profonda amicizia. In mostra sfilano opere miliari di entrambi, introdotte dal «ritratto» che Morellet dedicò all’amico Colombo di cui (grazie all’Archivio a lui intitolato) è ricostruita tra l’altro «Bariestesia», 1975, con i suoi destabilizzanti trabocchetti percettivi, in dialogo visivo con l’installazione con nastro adesivo di Morellet, che occupa lo spazio superiore. A questi si aggiungono altri storici lavori che evidenziano la loro comune idea di spazio come luogo di relazione. A commento, una monografia bilingue. In seguito, entra in scena la Fondazione Ragghianti di Lucca, dove nel 2016 si tenne l’ultima sua mostra pubblica italiana lui vivente e dove ora, dal 24 giugno al 19 luglio, con la cura di Paolo Bolpagni, è presentata nel primo chiostro l’opera «π piquant neonly - 1=6°», 2005, composta da 14 elementi di neon. Dall’11 luglio al 30 maggio 2027 il Museo d’Arte Contemporanea all’Aperto di Morterone presenterà «La Porte s’enVole» (a cura di Angela Faravelli), opera site specific realizzata nel 2012 da Morellet per gli Invernizzi, con i suoi due elementi sghembi di neon blu che distorcono la percezione di una porta della Casa dell’Arte, introducendo a un focus a lui dedicato. Gran finale, denso di eventi, in autunno: dal 2 ottobre all’8 novembre la palladiana Villa Pisani Bonetti, a Bagnolo di Lonigo, riproporrà con la cura di Francesca Pola l’opera «Azzurro pallido Palladio», 2008, della collezione permanente, cui si aggiungerà un focus sull’opera degli anni 2000 di Morellet e alcune serigrafie degli anni ’70. Tocca poi a Villa Medici, sede dell’Accademia di Francia a Roma, riproporre dall’8 ottobre al 15 gennaio successivo, per la cura di Alessandro Gallicchio, il pensiero «in sottrazione» di Morellet, con un progetto che valorizza anche la sua installazione permanente nella fermata «Re di Roma» della metropolitana, mentre dal 16 ottobre al 15 novembre la Fondazione Biscozzi Rimbaud di Lecce mette in mostra, con Lorenzo Madaro, le sue numerose opere di Morellet e in particolare, in facciata, «π piquant neonly n° 9, 1=6°», 2007. Infine, a Milano, in ottobre, per Bocconi Art Gallery, l’Università Bocconi presenterà (a cura di Ettore Buganza) l’opera «π Weeping Neonly bleu n° 1», 2001, con i suoi 30 tubi al neon disposti sulla parete secondo coordinate dettate dal sorteggio del numero π , e i lunghi fili pendenti, come rami di un salice piangente.

François Morellet, «Lamentable n. 2», 2005. Courtesy di A arte Invernizzi, Milano. © Estate Morellet, Cholet. Foto Bruno Bani, Milano

Ada Masoero, 19 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

Anche a Milano si celebra il centenario di François Morellet | Ada Masoero

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