Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Roberta Bosco
Leggi i suoi articoliArriva a Roma il viaggio rituale di Sant Stomak, un progetto che l’artista multidisciplinare Antoni Miralda (Terrassa, 1942) sta realizzando in Italia. Dopo una prima presentazione a Napoli, dove ha realizzato una suggestiva processione notturna, il santo creato dall’artista catalano si sposta nella capitale, dove realizzerà una spettacolare performance-processione motorizzata prima sul grande Raccordo Anulare e poi attraverso Roma, in una «transurbanza» che invita a ripensare il nostro modo di vivere e comprendere la città. La tappa romana si completa con la mostra «Miralda Performing the Ritual: Sant Stomak», curata da Giulietta Speranza e Carla Subrizi, aperta dal 26 marzo al 16 aprile alla Fondazione Baruchello nell’ambito del progetto «Terra come Storia». «Sant Stomak nasce nel 2008, in concomitanza con la Giornata Mondiale dell’Alimentazione dichiarata dalla Fao. Tutte le azioni, di carattere celebrativo, rituale o performativo che abbiamo realizzato da allora, partecipano nel dibattito globale sull’alimentazione e le contraddizioni che lo circondano, come la fame e l’obesità, la malnutrizione e gli squilibri alimentari della società occidentale, l’esotismo culinario e il colonialismo alimentare per citarne solo alcune, tenendo sempre presente il vasto insieme di credenze, valori, usanze, tecniche e rappresentazioni legate al cibo», spiega Miralda in partenza per Roma, dopo avere inviato per via marittima il furgoncino artisticamente modificato, che porterà in processione per le strade di Roma un armadietto/reliquiario, in legno e foglia d’oro, ispirato a un ex voto napoletano che l’artista ha trovato negli archivi del Mucem di Marsiglia e adattato con la collaborazione degli architetti Flores & Prats.
Un momento del viaggio rituale di Sant Stomak a Napoli
«Lo Stmk Trip è concepito come un atto di riflessione collettiva che celebra le connessioni universali delle culture attraverso il cibo, la memoria e il rito. A partire dal concetto di viaggio e migrazione, i cortei si realizzano utilizzando diversi mezzi di trasporto che esplorano, occupano e mettono in scena gli spazi in modi differenti: a piedi a Napoli, in auto a Roma e in barca a Venezia, dove arriveremo quest’estate», continua Miralda, che dagli anni Sessanta sviluppa progetti di arte collaborativa e interventi nello spazio pubblico, caratterizzati da un forte interesse antropologico per il contesto socioculturale, la cultura alimentare e il cerimoniale. Noto a livello mondiale per «Honeymoon Project» (1986-92), il matrimonio tra il Monumento a Colombo di Barcellona e la Statua della Libertà, che è stato presentato nel Padiglione della Spagna della 44ma Biennale di Venezia nel 1990, Miralda ha realizzato nel 2003 la Fondazione FoodCultura insieme alla sua compagna, la chef Montse Guillén, deceduta l’anno scorso. Insieme, a metà degli anni Ottanta, avevano aperto a New York El Internacional Tapas Bar & Restaurant, che si convertì rapidamente in un luogo di culto.
L’evento romano avrà inizio giovedì 26 con l’inaugurazione della mostra allestita nelle sale della Fondazione Baruchello che, a partire dalla concezione espositiva di Miralda «estranea agli opachi, impenetrabili e gerarchici archetipi della museografia», presenta disegni preparatori, fotografie, oggetti e appunti, che affrontano l’alimentazione come prodotto storico e politico. La mostra comprende anche altri lavori di Miralda legati al tema, come il video «Brainfood», che documenta la crescita di una scultura a forma di teschio realizzata con una varietà di fagioli che ha nutrito per secoli le popolazioni dell’America Latina e occupa un posto rilevante nelle mitologie delle società precolombiane, e «Food Situation for a Patriotic Banquet», un’installazione in cui il riso diventa la chiave di lettura del postcolonialismo, presentata nel Palazzo di Velázquez di Madrid nel 2010. «L’allestimento stabilisce un dialogo con oggetti, progetti e film di Gianfranco Baruchello critici con la società̀ dei consumi e le sue dinamiche produttive», precisa Miralda
Due giorni dopo, il 28 marzo, Sant Stomak percorrerà Roma e il pubblico potrà seguirlo, unendosi al corteo in qualsiasi momento della giornata, grazie a Instagram @food_cultura, dove potrà scoprire la sua posizione in tempo reale. La partenza è prevista alle 6 di mattina, al sorgere del sole, dall’Accademia di Spagna verso il grande Raccordo Anulare, simbolo del boom economico e dell’espansione urbana. Il secondo appuntamento a base di caffè e cornetto è alle 8.30 al Bar Gianicolo di Porta San Pancrazio. Alle 10 inizierà il tour urbano per spazi emblematici come la sede della Fao, il Mattatoio o i Mercati Generali, sovvertendo la logica turistica e trasformando la città in uno spazio ludico e riflessivo sulla vita urbana e i suoi rituali quotidiani. La processione dalla via Crucis (via Garibaldi) all’Accademia di Spagna e al Tempietto del Bramante, dove si realizzeranno le offerte dedicate all’alimentazione, alla fame, alla digestione e alle abitudini relative al cibo, concluderà alle h. 13 questa lunga e peculiare performance.
L’itinerario del viaggio rituale di Sant Stomak a Roma