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In concomitanza con la Milano Design Week inaugura la più ampia retrospettiva museale in Italia, a cura di Marco Sammicheli, dedicata ai due designer con prototipi, mock-up e manufatti inediti
- Alessia De Michelis
- 19 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
Una veduta della mostra «Edward Barber | Jay Osgerby. Alphabet» alla Triennale di Milano
Foto Matteo Pasin. @ Triennale Milano
Da Triennale Milano l’«alfabeto» formale di Edward Barber e Jay Osgerby
In concomitanza con la Milano Design Week inaugura la più ampia retrospettiva museale in Italia, a cura di Marco Sammicheli, dedicata ai due designer con prototipi, mock-up e manufatti inediti
- Alessia De Michelis
- 19 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliUn teatro accoglie il visitatore nella Design Platform di Triennale Milano: gradinate come dispositivi di osservazione, tende che scandiscono lo spazio e quattro plinti che articolano il racconto in altrettante «epoche». È qui che prende forma «Alphabet», la più ampia retrospettiva museale in Italia dedicata a Edward Barber e Jay Osgerby, a cura di Marco Sammicheli con allestimento di studiomille, visitabile dal 18 aprile al 6 settembre.
Il percorso si sviluppa come una drammaturgia della pratica progettuale: una sequenza di podi mette in scena oggetti chiave, mentre una sezione iniziale, costruita come un archivio continuo, espone prototipi, mock-up e manufatti inediti. A questi si affianca un focus sugli schizzi, che restituisce il dialogo tra i designer e le aziende di tre continenti, rendendo visibile il processo oltre al risultato.
Tra le opere emergono la torcia olimpica di Londra 2012, i tavoli «Iris» per Established & Sons e la lampada «Tab» per Flos, insieme a pezzi speciali e commissioni pubbliche che testimoniano l’ampiezza della loro ricerca. Il percorso si chiude con tre episodi espositivi: «Ascent» (2011), «Signals» (2022) e la presentazione della collezione «Rivington» per Mutina (2023), che evidenziano la dimensione sperimentale dello studio.
La mostra ripercorre, in ordine cronologico, oltre trent’anni di attività, dalla metà degli anni Novanta al 2022, mettendo in luce l’evoluzione di un linguaggio fondato su colore, curvature tecniche e variazioni angolari. Un «alfabeto» formale che riflette il progressivo incremento di complessità tecnologica e sofisticazione, senza rinunciare a una rigorosa matrice artigianale.
Particolare rilievo è dato al rapporto con i produttori italiani, decisivo nel plasmare la pratica dello studio e nel consolidare un dialogo continuo con la cultura del design. Ad accompagnare l’esposizione, un catalogo Electa raccoglie saggi, interviste e un ampio repertorio visivo, restituendo la coerenza e la riconoscibilità di questo lessico progettuale.