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Dall'11 aprile al 31 maggio 2026, la galleria presenta una mostra collettiva che mette a confronto due generazioni artistiche. L’esposizione include una selezione di opere di Marion Baruch prodotte negli ultimi quindici anni e lavori inediti di Leonardo Meoni, concepiti come risposta alla sua pratica
- Redazione GdA
- 03 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
The Address, installation views della prima mostra nel 2018 «The Portrait of Ciao Grande».
Di pieni e di vuoti: Marion Baruch e Leonardo Meoni
Dall'11 aprile al 31 maggio 2026, la galleria presenta una mostra collettiva che mette a confronto due generazioni artistiche. L’esposizione include una selezione di opere di Marion Baruch prodotte negli ultimi quindici anni e lavori inediti di Leonardo Meoni, concepiti come risposta alla sua pratica
- Redazione GdA
- 03 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
Redazione GdA
Leggi i suoi articoliA Brescia, The Address apre «Mi fa pensare a…», una mostra degli artisti Marion Baruch (Timișoara, 1929) e Leonardo Meoni (Firenze, 1994). L’esposizione mette a confronto due generazioni artistiche attraverso il dialogo tra le opere di Baruch e quelle di Meoni.
La mostra parte da una selezione di lavori realizzati da Marion Baruch negli ultimi quindici anni e include opere inedite di Meoni, concepite come risposta alla pratica dell’artista più anziana. Il progetto nasce da un processo di osservazione e astrazione: Meoni individua le tensioni formali e i principi compositivi delle opere di Baruch, trasformandoli in un campo di ricerca indipendente. Forme, presenze e assenze, pieni e vuoti si organizzano nello spazio generando un equilibrio visivo che richiama la dimensione essenziale della pittura.
Marion Baruch vive e lavora a Gallarate. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bucarest, nel 1949 si trasferisce in Israele e prosegue gli studi alla Bezalel Academy of Arts and Design di Gerusalemme. Nel 1954 si trasferisce a Roma per studiare pittura all’Accademia di Belle Arti. Le sue opere sono esposte in istituzioni internazionali come il National Museum of Contemporary Art di Bucarest, il Centre Pompidou di Parigi e il Center for Contemporary Art di Tel Aviv-Yafo. Sono presenti in collezioni pubbliche e private in Svizzera, Francia, Italia e Olanda.
Leonardo Meoni vive e lavora tra New York e Prato. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Firenze e all’Accademia di Belle Arti di Brera. Tra le sue mostre recenti: Felt, Velvet, Soot, Gypsum, Engine Oil (Bortolamy Gallery, New York, 2025); I used to be a Mountain (Spazio Amanita, New York, 2025); Gli altri colori purtroppo, sono tutti caduti (Museo Stefano Bardini, Firenze, 2024); Uncertain Weavings (The Address, Brescia, 2023). Dall’incontro tra i due artisti emerge un intreccio di prospettive in cui il linguaggio concettuale diventa terreno condiviso per la sperimentazione. Le opere offrono allo spettatore un’esperienza percettiva in cui le forme sembrano emergere e trasformarsi sotto lo sguardo, creando uno spazio per la visione e l’immaginazione. «Mi fa pensare a…» rappresenta il terzo progetto di Marion Baruch e Leonardo Meoni con la galleria The Address.