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L’installazione «Chiedi alla Luna», ideata da Artset e prodotta da Ever in Art, prende forma come uno spazio raccolto e notturno, definito da una pedana circolare in moquette blu e da una quinta in velluto che avvolge il visitatore in una dimensione sospesa
- Alessia De Michelis
- 18 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
Un render di «Chiedi alla Luna» nel Cortile d’onore dell’Università degli Studi di Milano
Durante la Milano Design Weekn all’Università Statale si può essere ascoltati e riconosciuti
L’installazione «Chiedi alla Luna», ideata da Artset e prodotta da Ever in Art, prende forma come uno spazio raccolto e notturno, definito da una pedana circolare in moquette blu e da una quinta in velluto che avvolge il visitatore in una dimensione sospesa
- Alessia De Michelis
- 18 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliNel flusso incessante della Milano Design Week (20-26 aprile), «Chiedi alla Luna» introduce una pausa inattesa: un dispositivo esperienziale che trasforma il dialogo tra umano e tecnologia in un rituale intimo e contemplativo. L’installazione, ideata da Artset e prodotta da Ever in Art, prende forma come uno spazio raccolto e notturno, definito da una pedana circolare in moquette blu e da una quinta in velluto che avvolge il visitatore in una dimensione sospesa.
Al centro, una struttura in ferro disegna una luna incompleta: una porzione specchiante riflette il presente di chi osserva, mentre il vuoto, attraversato dal blu, suggerisce uno spazio aperto al possibile. Il contrasto tra materiali (la morbidezza dei tessuti e la solidità di ferro e specchio) costruisce una narrazione sensoriale che oscilla tra prossimità fisica e distanza simbolica.
L’esperienza si attiva attraverso un gesto semplice: sedersi di fronte alla Luna e formulare una domanda. Il visitatore entra così in una live-chat e sceglie tra dodici quesiti ispirati agli archetipi emotivi elaborati da Carl Gustav Jung. Dopo un breve intervallo, una risposta generata dall’Intelligenza Artificiale prende forma, calibrata sul tono e sul contenuto della richiesta. Le parole si materializzano infine in un foglio stampato, trasformando l’effimero in traccia tangibile.
Alla base del progetto vi è la tecnologia GeniusAgents sviluppata da LiveHelp, parte della piattaforma LiveSuite, pensata per ridefinire il customer care attraverso agenti conversazionali capaci di comprendere contesto e memoria dell’utente. «Chiedi alla Luna» ne offre una traduzione poetica: dimostra come l’interazione digitale possa evolvere in un’esperienza di ascolto autentico e personalizzato.
Più che una semplice installazione interattiva, il progetto riflette su un bisogno universale, essere ascoltati e riconosciuti, restituendolo in una forma che intreccia immaginario, introspezione e innovazione tecnologica.
L’opera sarà al centro anche di un incontro pubblico il 22 aprile alle ore 18.30 presso l’Università Statale, con la partecipazione di Kerry Kennedy, seguito da un momento conviviale. Un’occasione per approfondire la tecnologia che anima l’installazione e il suo potenziale nel ridefinire le relazioni tra persone e sistemi intelligenti.