Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Erté, «Salomé», 1926, Collezione Franco Maria Ricci, Labirinto della Masone, Fontanellato (Pr)

Image

Erté, «Salomé», 1926, Collezione Franco Maria Ricci, Labirinto della Masone, Fontanellato (Pr)

Erté e la costruzione dell’immaginario Déco ospiti di Franco Maria Ricci

Al Labirinto della Masone oltre 150 opere restituiscono al pubblico la complessità e la modernità dell’opera dell’artista russo trasferitosi molto giovane a Parigi

Alessia De Michelis

Leggi i suoi articoli

Nel cuore del Labirinto della Masone (Fontanellato, Pr), tra la primavera e l’estate, prende forma un’immersione nell’universo visivo di uno dei protagonisti assoluti dell’Art Déco: dal 28 marzo al 28 giugno, la mostra «Erté. Lo stile è tutto», a cura di Valerio Terraroli e organizzata da Elisa Rizzardi, restituisce al pubblico la complessità e la modernità dell’opera di Erté attraverso una selezione di oltre 150 opere.

Disegni, bozzetti, pochoir, litografie, le celebri serie dell’«Alfabeto e dei Numeri», materiali fotografici e cinematografici costruiscono un racconto tematico ideato da Maddalena Casalis, che attraversa i principali ambiti dell’attività dell’artista: dall’illustrazione di moda al teatro, dal Music Hall al cinema. Accanto alle 28 opere della collezione di Franco Maria Ricci, sono esposti importanti prestiti da collezioni private e dal Victoria and Albert Museum di Londra.

Figura emblematica del gusto Déco, Erté seppe elaborare un lessico elegantissimo e riconoscibile, capace di sintetizzare modernità, esotismi e cultura di massa. Le sue invenzioni grafiche, popolari e raffinate, raccontano un mondo di dive, di femminilità sofisticate e di scenari teatrali che vanno dalle Folies Bergère alle Ziegfeld Follies, mantenendo sempre una rigorosa coerenza stilistica.

Nato a San Pietroburgo nel 1892 come Roman Petrovič Tyrtov, Erté si trasferì molto giovane a Parigi, dove collaborò con lo stilista francese Paul Poiret e, dal 1915 al 1937, con la rivista «Harper’s Bazaar», firmando circa duecento copertine. Tra Europa e Stati Uniti lavorò con il teatro, Hollywood e le più importanti riviste internazionali, diventando uno straordinario interprete del proprio tempo.

La mostra celebra anche il legame con Franco Maria Ricci, che nel 1970 pubblicò la prima monografia italiana dedicata all’artista, con un testo di Roland Barthes. A più di cinquant’anni da quella pubblicazione, «Erté. Lo stile è tutto» si inserisce in un rinnovato interesse critico per l’Art Déco, confermando l’impegno del Labirinto della Masone nella valorizzazione del proprio patrimonio artistico ed editoriale.

Alessia De Michelis, 14 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

Erté e la costruzione dell’immaginario Déco ospiti di Franco Maria Ricci | Alessia De Michelis

Erté e la costruzione dell’immaginario Déco ospiti di Franco Maria Ricci | Alessia De Michelis