Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

KAWS, «Share», 2021

© KAWS. Courtesy di KAWS studio

Image

KAWS, «Share», 2021

© KAWS. Courtesy di KAWS studio

L’Albertina modern porta KAWS per la prima volta in Austria

Il museo viennese focalizza l’attenzione sulle sinergie tra pop, commercio, pubblicità e arte pubblica, accostando a opere dell’artista americano lavori, tra gli altri, di Haring e Basquiat

Prendendo le mosse dalla produzione di KAWS, presentato per la prima volta in Austria, la nuova mostra dell’Albertina modern aperta dal 3 aprile a 27 settembre col titolo «KAWS. Art & Comix», focalizza l’attenzione sull’interfaccia tra fumetti, cartoni animati e arti figurative, e sulle sinergie tra pop, commercio, pubblicità e arte pubblica, in particolare a partire dagli anni Cinquanta del ’900. Il fenomeno trova i suoi prodromi al tempo della litografia e poi della fotografia, che permisero vasta diffusione di contenuti caricaturali, satirici o semplicemente narrativi, o pubblicitari a prezzi abbordabili. E dopo il fondamentale passaggio di democratizzazione e di fusione tra arte e vita di tutti i giorni, sollecitato da Marcel Duchamp, dagli anni Sessanta Roy Lichtenstein, Claes Oldenburg, Andy Warhol, e quindi dagli anni Ottanta Keith Haring e Jean-Michel Basquiat infransero definitivamente il confine tra arte alta e bassa, tra opere pensate per un pubblico di conoscitori, e prodotti per un pubblico di massa, la cui fruibilità richiedeva una soglia bassa di approccio e il cui costo era alla portata dell’uomo della strada. Ed è stata proprio la capacità di rapportarsi al mondo con mezzi semplici e facilmente comprensibili ad aver consentito un’internazionalità capace di travalicare consolidate barriere culturali e linguistiche.

Ne è un esempio KAWS, al secolo Brian Donnelly, nato nel 1974 negli Stati Uniti: la sua carriera iniziò negli anni Novanta come graffitista e quindi come illustratore per cartoni animati e pubblicità, e presto il suo segno distintivo diventarono grandi sculture per spazi pubblici, realizzate in bronzo, legno o gonfiabili e riconoscibili dalle «x» al posto degli occhi. Appoggiandosi a immagini e personaggi universalmente noti, come Topolino, i Simpsons o l’omino Michelin, o ancora Pinocchio, Snoopy, o i personaggi di Guerre Stellari, e forte di un marcato innesto figurativo giapponese, KAWS ha sviluppato un proprio inconfondibile stile che l’ha reso uno dei protagonisti globali, con milioni di followers su Instagram.

La domanda «cosa è arte?» è certamente un filo conduttore della mostra, che presenta Roy Lichtenstein e Keith Haring come pionieri e anticipatori e che poi si sviluppa in modo dialogico, giustapponendo opere di KAWS, da un lato, ad affermati artisti come Basquiat, Joyce Pensato o Ad Reinhardt, e dall’altro a esponenti della nostra contemporaneità come fra l’altro Cosima von Bonin, Raymond Pettibon o Sue Williams: «Il nostro intento non è scoprire eccelsi illustratori o grafici e dichiararli artisti figurativi, e nobilitarli grazie alla presentazione in un museo, bensì metterci sulle tracce di un’arte la cui motivazione deriva direttamente dall’estetica del fumetto e le cui caratteristiche risiedono nell’impulso grafico, in un disegno veloce, in un confronto diretto con la vita quotidiana, nella carica emotiva di personaggi immaginari e nel racconto di storie che nel loro linguaggio formale universale e accessibile affascinano grandi e piccoli, giovani e vecchi», spiega Angela Stief, curatrice dell’iniziativa assieme a Florian Waldvogel.

Eliza Douglas, «Untitled», 2022. © Eliza Douglas. Courtesy Air de Paris romanville greater paris. Foto: Marc Domage

Flavia Foradini, 03 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

L’Albertina modern porta KAWS per la prima volta in Austria | Flavia Foradini

L’Albertina modern porta KAWS per la prima volta in Austria | Flavia Foradini