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Nicoletta Biglietti
Leggi i suoi articoliDal 23 al 31 maggio, Cremona ospita la quarta edizione di Cremona Contemporanea, una rassegna diffusa dedicata all’arte contemporanea che, dal 2023, trasforma la città in un percorso espositivo aperto e gratuito. Il progetto coinvolge luoghi pubblici e privati con l’obiettivo di usare l’arte come strumento di lettura del territorio, rafforzando il legame tra cittadini, visitatori e patrimonio storico.
L’edizione 2026, diretta da Rossella Farinotti, vede un nucleo curatoriale composto da Valeria Mancinelli, Gioele Melandri, Gianluca Ranzi e Saverio Verini, riunendo artisti italiani e internazionali di diverse generazioni. Tra i protagonisti figurano Davide Allieri, Miriam Cahn, Roberto de Pinto, Francesca Grilli, Jelena Jureša, Lina Lapelytė, Emma Masut, Valerio Nicolai, Mattia Pajé, Albert Pinya, Gio’ Pomodoro, Giulia Poppi, Sara Ravelli, Martina Rota, Marinella Senatore, Lorenzo Scotto di Luzio e Federico Tosi. Il fulcro della rassegna è il dialogo tra arte contemporanea e patrimonio storico. Luoghi simbolici come Palazzo del Comune, Palazzo Vescovile e Palazzo Stanga Trecco diventano spazi di confronto tra memoria architettonica e intervento contemporaneo. Al Palazzo del Comune le sculture di Gio’ Pomodoro instaurano un dialogo diretto con l’architettura medievale, trasformando la sala istituzionale in un campo di tensioni tra materia, luce e spazio. Accanto alle opere del maestro trovano posto lavori di Emma Masut, Miriam Cahn, Roberto de Pinto, Mattia Pajé e Federico Tosi.
Negli ambienti del Palazzo Vescovile e di Palazzo Stanga Trecco il percorso prosegue intrecciando installazioni, pittura e video con opere di Miriam Cahn, Valerio Nicolai, Gio’ Pomodoro, Federico Tosi, Jimmy Milani, Roberto de Pinto, Mattia Pajé e Giulia Poppi, costruendo un dialogo continuo tra gli interni storici e i linguaggi contemporanei. Particolarmente significativo è anche il confronto con gli spazi religiosi della città. La Cattedrale di Santa Maria Assunta ospita un intervento di Marinella Senatore, che utilizza luce e linguaggio testuale per attivare una dimensione collettiva all’interno dello spazio sacro. L’Ex Chiesa di San Benedetto, il Monastero del Corpus Domini e la Chiesa dei Santi Marcellino e Pietro accolgono invece interventi che lavorano sulla memoria spirituale e materiale degli ambienti: qui espongono Davide Allieri, Angélique Aubrit e Ludovic Beillard, Linda Fregni Nagler, Albert Pinya, Martina Rota, Marinella Senatore e Lorenzo Scotto di Luzio, con opere che attraversano temi come assenza, silenzio e trasformazione.
Installation view Roberto de Pinto, Palazzo del Comune, Cremona. In occasione di Cremona Contemporanea. Credits Chico Rossetti. Courtesy Cremona Contemporanea.
Questo stesso dialogo con le tracce del passato si estende anche a luoghi segnati dall’abbandono o dalla memoria urbana, come il bunker di via Grado 19, affidato a Davide Allieri, e il teatro di via Bissolati, dove interviene Valerio Nicolai. Insieme al Monastero del Corpus Domini, questi spazi costruiscono un itinerario nella memoria materiale di Cremona, in cui l’intervento artistico rende il passato una presenza attiva dell’esperienza estetica.
La rassegna coinvolge inoltre spazi non convenzionali della città. Enoteca Cremona diventa un luogo dedicato alla dimensione conviviale e sociale con opere di Daniele Milvio e Diego Perrone, mentre FasArchitetti trasforma uno studio di progettazione in spazio espositivo, mettendo in relazione arte e linguaggio del progetto attraverso lavori di Emma Masut, Jimmy Milani, Valerio Nicolai, Gio’ Pomodoro, Lorenzo Scotto di Luzio e Federico Tosi, con particolare attenzione al disegno. Con RobolottiSei la dimensione urbana entra direttamente nella mostra: una vetrina aperta e visibile ventiquattro ore su ventiquattro ospita un intervento di Sara Ravelli, creando un dialogo continuo con il flusso della città.
Accanto al nucleo principale continua anche il progetto Faville, attivo fin dalla prima edizione. Faville amplia il programma attraverso mostre, performance, talk, interventi sperimentali e progetti editoriali, creando connessioni tra artisti, pubblico e luoghi della città e proponendo nuove prospettive sul contesto urbano. Un altro elemento centrale dell’edizione 2026 è la collaborazione con le Accademie italiane. Dopo le esperienze con NABA e Accademia di Brera, sarà il Politecnico delle Arti di Bergamo a presentare il progetto espositivo «Dopo il richiamo», curato da Nicola Ricciardi e ospitato presso Palazzo Fodri e PQV Fine Art. La mostra, con opere di Olmo Erba, Eleonora Molignani e Roberto Picchi, riflette sul rapporto tra uomo e animale come figura di soglia capace di interrogare potere, somiglianza e repulsione, introducendo una presenza animale «laterale» che destabilizza l’ordine simbolico della cultura rinascimentale.
Promossa dal Comune di Cremona e realizzata da NOT Titled YET, Cremona Contemporanea si conferma così una piattaforma urbana diffusa in cui la città stessa diventa infrastruttura culturale. Gli interventi artistici riattivano gli spazi storici e contemporanei, rendendoli accessibili attraverso nuove forme di esperienza e creando un sistema in cui passato e presente si influenzano reciprocamente.
Installation view Davide Allieri, Ex Chiesa di San Benedetto, Cremona. In occasione di Cremona Contemporanea. Credits Chico Rossetti. Courtesy Cremona Contemporanea.