Per la mostra «Maximilien Luce, l’istinto del paesaggio» (21 marzo-14 settembre), prima retrospettiva parigina dedicata al pittore dal 1983, il Musée de Montmartre ha scelto di esplorare l’opera di questo artista (1858-1941) attraverso la lente di quel genere pittorico, accompagnando i visitatori in un viaggio tra i due poli essenziali della sua vita, Parigi e Rolleboise, comune degli Yvelines, nell’Île-de-France. Tra gli enti prestatori di opere, diversi musei francesi, uno belga (il Musée des Beaux-Arts di Charleroi) e un’ente svizzero (l’Association des Amis du Petit Palais di Ginevra), oltreché diversi collezionisti privati.
Il pubblico segue le peregrinazioni dell’artista da Montmartre, dove visse dal 1887 al 1900, attraverso il trambusto delle strade parigine, e nei suoi viaggi da Saint-Tropez a Charleroi, passando per i Paesi Bassi, la Normandia e Londra. Luce fece parte di una generazione che visse da una parte gli splendori della Belle Époque, dall’altra gli sconvolgimenti sociali e i conflitti che hanno segnato l’inizio del XX secolo. Giovane testimone della Comune di Parigi all’età di 13 anni, visse tre guerre e prese parte a molte lotte sociali, opponendosi alle prigioni minorili e alla colonizzazione, difendendo gli scioperi dei lavoratori e parteggiando per Dreyfus.
Luce, pittore neoimpressionista e alfiere dei circoli anarchici e libertari, ha lasciato un segno nella sua epoca attraverso la propria arte e il proprio impegno sociale. Discepolo del Divisionismo iniziato da Seurat e Signac, l’autore sviluppa un linguaggio pittorico personale, segnato dalla ricerca sulla luce e sul colore. Le sue tele colgono con sensibilità le trasformazioni industriali e sociali di fine Otto e inizi Novecento, esplorando paesaggi urbani e rurali, ma anche figure di operai e bagnanti. In questo modo, Luce ci offre uno scorcio e dà il senso di un’epoca in evoluzione, un mondo in movimento.
Quando espone per la prima volta alla Société des Artistes-Indépendants nel 1887, il quasi sconosciuto Luce si unisce alla costellazione neoimpressionista formata da Georges Seurat, Paul Signac, Camille Pissarro e Henri-Edmond Cross. Da quel momento partecipa all’avventura e contribuisce alla difesa della libertà artistica, prima come membro, poi come vicepresidente e presidente della società.
Con quasi 2.700 dipinti e altrettanti disegni e stampe, Il pittore francese ha lasciato un eccezionale corpus di opere che testimoniano i principali eventi della sua epoca: le grandi alluvioni, gli scioperi dei lavoratori, le trasformazioni urbane, le attività ricreative popolari e la crescente industrializzazione del Paese. Le scene crepuscolari e gli effetti atmosferici creati da Luce contribuiscono alla metamorfosi visiva dei centri urbani e delle folle che li abitano.