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Daria Berro
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«Alcune storie non hanno un inizio. La ritrattistica è una di queste. Esplode sulla scena già completamente formata nel 1430 sotto il pennello di Jan van Eyck. Nessuna delle raffigurazioni stilizzate che hanno preceduto il suo lavoro sarebbe considerata oggi un ritratto: non si riconoscerebbero i soggetti se li si incontrasse per strada. Questo cambia con van Eyck. Spingendo al limite le possibilità della pittura a olio per trasmettere un'illusione convincente della realtà, improvvisamente ci troviamo di fronte a individui pulsanti di vita, ogni singolo dettaglio del loro aspetto catturato, soggetti che ci guardano e ci parlano attraverso iscrizioni elaborate e spesso enigmatiche. La capacità di questi ritratti di sconcertare per la loro precisione e vivacità è intatta ancora oggi. Il loro impatto smentisce la loro dimensione intima»: Emma Capron, curatrice della pittura olandese e tedesca alla National Gallery, introduce così la mostra («irripetibile») che nell’autunno 2026 il museo londinese dedicherà al contributo pionieristico del maestro fiammingo, attivo dal 1422 al 1441, all’ascesa della ritrattistica (21 novembre 2026-11 febbraio 2027).
Per la prima volta saranno riuniti tutti e nove i ritratti del maestro del Rinascimento nordico, provenienti da varie collezioni europee, ovvero la metà dei circa venti dipinti autografi sopravvissuti. «Van Eyck. I ritratti» cattura il momento in cui non solo cambia il genere della ritrattistica, ma se ne ridefiniscono i soggetti: non più solo reali o aristocratici, ma ricchi mercanti, artigiani di successo e, anche, familiari del pittore. Sarà la prima mostra in assoluto dedicata ai ritratti del pittore, così come il catalogo pubblicato per l’occasione, nonostante la vasta letteratura esistente, si annuncia come la prima monografia mai pubblicata sul tema e sarà incentrata sulle nuove ricerche sulla tecnica di Van Eyck e sulle controversie ancora aperte sull'identità dei suoi modelli.
Preziosi e fragili, i dipinti di van Eyck viaggiano di rado. Il Kunsthistorisches Museum di Vienna, eccezionalmente, concede in prestito in contemporanea entrambi i suoi dipinti di van Eyck. Tra le opere della collezione della National Gallery il «Ritratto di un uomo (Autoritratto?)» (1433), di recente restaurato, sarà esposto accanto al ritratto, in arrivo dal Musea Brugge - Groeningemuseum, di Margareta (1439), l’intraprendente consorte del pittore: il suo ha il primato di essere primo ritratto conosciuto di una donna non appartenente all’aristocrazia. Giunge invece da Muzeul National Brukenthal di Sibiu, in Romania, il «Ritratto d’uomo con copricapo azzurro» (circa 1430). Tra le prime volte dell’eccezionale mostra, il ricongiungimento del celeberrimo«Ritratto dei coniugi Arnolfini» (1434) della galleria londinese, con il «Ritratto di un uomo (Giovanni? Arnolfini)» (1440 circa) dalla Gemäldegalerie di Berlino, prestatrice anche del «Ritratto di Baudoin de Lannoy» (circa1428-41).