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Courtesy Roberto de Pinto.

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Courtesy Roberto de Pinto.

«Ostinato», il disegno sonoro di Roberto de Pinto a Milano

A Milano, la galleria Francesca Minini ospita «Ostinato», personale di Roberto de Pinto, che esplora identità, corporeità e alter ego pittorico attraverso una pittura materica e evocativa, ispirata anche ai ritratti del Fayum

Redazione GdA

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«Ostinato» è la nuova mostra personale di Roberto de Pinto da Francesca Minini che inaugura il18 marzo a Milano, e visitabile fino al 9 maggio 2026. Il titolo richiama un termine che non si limita a evocare perseveranza o caparbietà, ma che in ambito musicale definisce un motivo ricorrente, costante, ripetuto con insistenza. Un disegno sonoro capace di creare al tempo stesso staticità e scarto rispetto alla melodia. È un’immagine che aderisce con precisione al lavoro dell’artista: fin dagli esordi, infatti, la sua ricerca ruota attorno alla rappresentazione di un alter ego pittorico, una figura maschile ricorrente, profondamente influenzata dalla sua fisionomia ma divenuta autonoma, quasi personaggio di un romanzo o presenza sospesa tra identità e finzione. Non si tratta di autoritratti, bensì di presenze che si rinnovano di volta in volta attraverso variazioni formali e narrative, mantenendo però una riconoscibilità costante che diventa cifra del suo linguaggio.

Per de Pinto la pittura è strumento di indagine identitaria e di sperimentazione personale, un campo in cui vita e pratica artistica si intrecciano inevitabilmente. La mostra segna un passaggio significativo nel suo percorso: rispetto ai lavori degli ultimi anni, caratterizzati da un impianto più grafico e da una centralità della linea e del disegno, le opere oggi appaiono più marcatamente pittoriche e complesse, attraversate da sfumature materiche ottenute attraverso un maggiore utilizzo del colore a olio accanto alla tecnica dell’encausto, che resta elemento fondante della sua ricerca. L’encausto, rielaborato in una modalità «a freddo» con cera, pigmenti e carboncino, consente all’artista di generare effetti epidermici e tensioni tattili, creando superfici che evocano la pelle e insieme la patina levigata di un affresco consumato dal tempo. A questo si aggiunge una nuova serie di lavori che apre ulteriori prospettive nel suo cammino, introducendo sviluppi inattesi ma coerenti con la sua indagine sul corpo.

Nato a Terlizzi nel 1996 e cresciuto a Molfetta, de Pinto vive e lavora a Milano; dopo la laurea in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera nel 2021, ha consolidato una pratica centrata su pittura e disegno come strumenti privilegiati per esplorare i temi dell’identità, della sessualità e della mascolinità. Il suo alter ego, spesso spoglio o parzialmente vestito, è colto in momenti di intimità, sospensione e contemplazione, in relazione con elementi naturali come fiori, petali, foglie e ombre che diventano tracce di contatti invisibili o desideri trattenuti. Talvolta il corpo è rappresentato nella sua interezza, altre volte attraverso dettagli ravvicinati che astraggono la pelle fino a trasformarla in superficie pittorica autonoma, campo di tensione sensoriale e simbolica. In questo dialogo con la tradizione – che richiama anche l’eredità dei ritratti del Fayum – la materia stessa diventa veicolo di presenza fisica e intensità emotiva, confermando la coerenza e insieme l’evoluzione di una ricerca che nell’«ostinato» trova la propria chiave.

Redazione GdA, 02 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

«Ostinato», il disegno sonoro di Roberto de Pinto a Milano | Redazione GdA

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