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Ritratto di Rene Matić alla mostra del Deutsche Börse Photography Foundation Prize 2026, presso The Photographers’ Gallery, London, marzo 2026

Foto Heather Shuker

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Ritratto di Rene Matić alla mostra del Deutsche Börse Photography Foundation Prize 2026, presso The Photographers’ Gallery, London, marzo 2026

Foto Heather Shuker

Rene Matić ha vinto il Deutsche Börse Prize 2026

Alla Photographers’ Gallery di Londra esposti il progetto vincitore e quelli degli altri tre finalisti: Jane Evelyn Atwood, Weronika Gęsicka e Amak Mahmoodian

Anna Aglietta

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Giovedì 14 maggio, presso la Photographers’ Gallery di Londra, l’artista Rene Matić ha ricevuto il prestigioso Deutsche Börse Photography Foundation Prize. Ogni anno il premio offre un riconoscimento formale al progetto fotografico che più ha influenzato il settore della fotografia contemporanea europea nel corso degli ultimi dodici mesi. Uno dei quattro progetti finalisti, «As Opposed To The Truth» di Rene Matić (nat* nel 1997 nel Regno Unito) è una mostra multidisciplinare in cui fotografia, installazioni scultoree e opere sonore offrono un intimo spaccato del quotidiano della società contemporanea. Matić vince un premio di 30mila sterline, mentre i tre artisti arrivati alla fase di preselezione, Jane Evelyn Atwood, Weronika Gęsicka e Amak Mahmoodian, ricevono un premio di 5mila sterline. Fino al 7 giugno i quattro progetti sono esposti alla Photographers’ Gallery di Londra, mentre dal 3 settembre al 17 gennaio 2027 saranno visibili alla Deutsche Börse Photography Foundation a Eschborn. Abbiamo incontrat* Rene Matić per parlare del suo approccio all’arte e del ruolo che essa occupa nella società contemporanea.

Che cosa prova ad aver vinto un premio così prestigioso?
È meraviglioso, sono davvero fier*. Sento molta gratitudine nei confronti della giuria. È davvero bello ricevere un riconoscimento del genere, soprattutto considerando il lineup fantastico degli altri fotografi finalisti.

Il premio celebra l’artista che più ha contribuito al settore nel corso dell’ultimo anno. In che modo, secondo lei, «As Opposed To The Truth» riflette questo obiettivo?
Sono tutte fotografie recenti, scattate nel corso degli ultimi due anni. Sono una rappresentazione della mia vita, di qualcuno che vive, lavora in questi tempi, che sopravvive circondat* da bellissime persone. È uno squarcio di un piccolo mondo e penso sia questo che le persone apprezzano: c’è una sorta di generosità nel far entrare le persone nella propria vita. E questa generosità arriva dalle persone che ritraggo, che sono tutte persone che conosco, a cui voglio bene: sono davvero fortunat* che mi permettano di farlo, non solo di fotografarli ma anche di esporre queste immagini su grande scala. La mostra parla di tutto questo, ma anche di come ciò possa coesistere con quello che succede nel mondo. Come si può anche solo contemplare, comprendere un genocidio contemporaneamente a una festa? Ma è questo il mondo in cui viviamo e dobbiamo trovare un modo di sopravvivere a tutto ciò insieme, trovare dei modi in cui essere al sicuro.

Rene Matić, particolare di «Feelings Wheel», 2024-25

Nel suo lavoro evoca il concetto di «Rude(ness)» (maleducazione): che cosa rappresenta per lei? Questo ha a che fare sul modo in cui si relaziona con gli altri?
«Rude(ness)» è un po’ il manifesto della mia vita, che cambia mano a mano che invecchio, ma che nasce originariamente da «rude boy», una subcultura jamaicana che negli Sessanta è arrivata in Gran Bretagna, portando con sé la propria cultura, la propria unicità. Per me rappresenta la possibilità di interrompere. Non ho scelto di essere in questo corpo, in questa identità, ma lo sono. Per molto tempo ho faticato a vivere in questa condizione intermedia, a cavallo tra generi, razze, sessualità. La rude(ness) mi ha aiutato ad accettare il mio corpo, a continuare a mettermi alla prova, a essere a mio agio con il disagio, a non aderire a quello che si aspettano gli altri.

Che cosa spera che il pubblico tragga da «As Opposed To The Truth»?
Per quanto la parola sia ormai abusata, il progetto è sulla solidarietà, sull’amore. È facile prendersi cura l’uno dell’altro e non capisco perché il mondo lo faccia sembrare così difficile. La fotografia è una prova che queste persone, queste realtà, esistono e, purtroppo, il mondo ha bisogno di vederle per interessarsene.

Il suo approccio multidisciplinare combina fotografia, suono, musica e installazioni. Come sceglie quali forme di espressione utilizzare?
Quando ho iniziato a lavorare a «As Opposed To The Truth» non avevo un piano preciso. Stavano succedendo molte cose non solo nel mondo, ma anche nella mia vita personale. Mi sentivo sommers*, sopraffatt* e ho trovato importante stratificare il lavoro, creare un’esperienza multimediale con il suono, includendo altre voci. Nella mostra ci sono delle conversazioni di James Baldwin, bell hooks: non sono nuove, ho voluto comunicare che quello che stiamo vivendo è attuale, ma è anche già stato vissuto. E sapendolo, a che cosa dobbiamo prestare attenzione? Cos’è successo nel passato che possiamo adottare? Ho scelto di lavorare anche con la bandiera, un oggetto ricorrente nel mio lavoro. In Gran Bretagna ci sono bandiere ovunque, dominano il discorso, e ho voluto esplorare il privilegio di poter creare la mia bandiera, il mio mondo. Onestamente, non penso di potermi limitare a un medium, il mio cervello non funziona così. Ne ho bisogno per dare un senso a quello che provo.

Quali sono i suoi progetti per il futuro?
Come prima cosa, il riposo. Sto traslocando e poi andrò ai Caraibi, dove voglio stare ferm*, leggere, scrivere. Al mio ritorno mi dedicherò a creare due nuovi progetti; l’anno prossimo avrò due grosse mostre, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Non vedo l’ora di dedicarmi alla creazione, di continuare ciò che ho iniziato con «As Opposed To The Truth». In un certo senso, ogni mostra, ogni corpo di lavoro è una continuazione di quelli precedenti, è una riflessione su come cresco e mi muovo nel mondo. Sono curios* di vedere come si manifesterà in luoghi diversi, nuovi.

Rene Matić alla mostra del Deutsche Börse Photography Foundation Prize 2026, presso The Photographers’ Gallery, London, marzo 2026. Foto Kate Elliott

Anna Aglietta, 16 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

Rene Matić ha vinto il Deutsche Börse Prize 2026 | Anna Aglietta

Rene Matić ha vinto il Deutsche Börse Prize 2026 | Anna Aglietta