Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Jasper Johns, «Flags», 1987, collezione dell’artista

© Jasper Johns, Vegap, Bilbao, 2026

Image

Jasper Johns, «Flags», 1987, collezione dell’artista

© Jasper Johns, Vegap, Bilbao, 2026

Sette decenni di Jasper Johns al Guggenheim Bilbao

Una delle carriere più lunghe e influenti dell’arte americana del secondo Novecento condensati in un centinaio di opere

Alessia De Michelis

Leggi i suoi articoli

Con «Jasper Johns: Night Driver» il Guggenheim Bilbao, dal 29 maggio al 12 ottobre, ripercorre attraverso un centinaio di opere provenienti da collezioni pubbliche e private, oltre sette decenni di una delle carriere più lunghe e influenti dell’arte americana del secondo Novecento. Johns è stato non solo protagonista, ma anche catalizzatore di profondi cambiamenti, capace di ispirare generazioni di artisti appartenenti a orientamenti estetici molto diversi tra loro.

Il percorso espositivo si chiude con opere realizzate tra gli anni Novanta e Duemila, in cui l’artista torna su alcuni dei suoi temi più iconici aprendoli però a nuove soluzioni formali e concettuali. Emblematica in questo senso è la serie «Catenary», dove elementi fisici e tensioni spaziali introducono una riflessione rinnovata sul tempo, sulla memoria e sulla percezione.

Le sale precedenti sono dedicate ai lavori degli anni Settanta e Ottanta: immagini astratte costruite attraverso fitte intersezioni di linee, opere attraversate da citazioni e rimandi alla storia dell’arte, il ciclo delle quattro stagioni e i celebri volti femminili in cui occhi, naso e labbra sembrano scivolare verso i margini del campo pittorico. È una fase segnata da una complessità crescente e da un dialogo sempre più esplicito con altri linguaggi visivi.

Il cuore storico della mostra affonda invece negli anni Cinquanta e Sessanta. Dai dipinti di bandiere, bersagli, numeri, lettere e mappe, che segnarono il distacco dall’Espressionismo astratto, Johns approda progressivamente a opere più introspettive, attraversate da una malinconia trattenuta e da una tensione emotiva controllata. Alla fine degli anni Sessanta, la sua ricerca viene riconosciuta come fondamentale per lo sviluppo di Pop Art, Minimalismo e Arte Concettuale, movimenti analitici e autoriflessivi, affini al suo stesso metodo di lavoro.

Alessia De Michelis, 19 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

Sette decenni di Jasper Johns al Guggenheim Bilbao | Alessia De Michelis

Sette decenni di Jasper Johns al Guggenheim Bilbao | Alessia De Michelis