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Una veduta di Palazzo Ducale a Venezia

Foto: Ministero della Cultura

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Una veduta di Palazzo Ducale a Venezia

Foto: Ministero della Cultura

Voce per voce il «Calendario 2026» dei Musei Civici di Venezia

Dagli antichi «Etruschi e Veneti» ai contemporanei Jenny Saville, Hernan Bas ed Erwin Wurm, la programmazione del MuVe non prevede solo mostre ma anche, ad esempio, la presentazione della Donazione Rubelli di disegni a Ca’ Rezzonico o, a Murano, un nuovo padiglione del Museo del Vetro

Gaspare Melchiorri

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Il programma 2026 della Fondazione Musei Civici di Venezia, presentato il 20 gennaio nel Salone da Ballo di Ca’ Rezzonico, riflette l’immagine di un sistema culturale in ottima salute. Con le sue 13 sedi, insieme a depositi, biblioteche, spazi, nuovi progetti e cantieri aperti, MuVe è sempre più protagonista nel suo ruolo di museo enciclopedico diffuso.

«I Musei Civici di Venezia sono una realtà viva, in crescita, capace di coniugare tutela e innovazione, grandi mostre e attenzione al territorio, dichiara Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia. […]. I musei hanno programmi con orari prolungati e sono state istituite giornate ad ingresso gratuito dedicate ai residenti della città metropolitana, oltre che con servizi dedicati, come il dogsitting per esempio per i turisti. Il concorso “Artefici del nostro tempo” è diventato un appuntamento importante per l’arte contemporanea, l’apertura dell'Emeroteca dell’Arte come luogo di scambio di letture e centro di studi di giovani artisti ha confermato la scelta del polo artistico in centro a Mestre. Il restauro delle Casermette a Forte Marghera attraverso Muve diventerà un luogo sicuro per l’arte e i suoi giovani».

 «Crescono le proposte espositive, crescono le sedi, crescono i pubblici, sempre diversi e sempre più esigenti. Ma soprattutto cresce l’idea di museo come luogo aperto, inclusivo, produttivo di cultura e conoscenza, capace di parlare al presente senza perdere il legame con la propria storia, sottolinea Mariacristina Gribaudi, presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia. Negli ultimi anni i Musei Civici di Venezia hanno ripensato il proprio ruolo, trasformandosi sempre più in spazi culturali dinamici, capaci di dialogare con un pubblico internazionale attraverso esperienze innovative, accessibili e supportate dalle nuove tecnologie. Questa strategia ha dato risultati concreti: il 2025 si è chiuso con oltre 2,4 milioni di visitatori e una crescita costante, confermata dal +10,8% di presenze a dicembre, segno di una relazione solida e vitale con il pubblico e della rinnovata capacità dei Musei di raccontare la Venezia Metropolitana al mondo».

L’Appartamento del Doge a Palazzo Ducale sarà sede della grande mostra «Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari» (6 marzo-29 settembre) a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli, focalizzata sul ruolo rivestito dalle acque in ambito sacro sia del popolo etrusco sia di quello veneto. Il dialogo tra antico e contemporaneo trova casa nel Museo Correr: nella Sala Quattro Porte con l’intervento di Bizhan Bassiri «Principe. Il Nottambulo del Pensiero Magmatico» (27 febbraio-30 giugno) installazione ambientale di più opere concepite dall’artista iraniano per lo spazio. Le Sale Canoviane ospitano «Dialoghi canoviani. Spiral Economy. Charrière and Canova» (30 aprile-22 novembre), un dialogo tra l’artista franco-svizzero Julian Charrière e Antonio Canova che svelano la poesia della materialità. Idee e progetti accompagnano i visitatori verso la nascita del «Grande Correr», che aprirà nel 2027 e che si integra con la restituzione dello spazio espositivo del secondo piano, attualmente in corso.

La Galleria d’Arte Moderna Ca’ Pesaro inaugura la stagione espositiva delle grandi monografiche e delle indagini dedicate ai protagonisti della pittura contemporanea: dal 28 marzo al 22 novembre il museo accoglie la prima, ampia esposizione a Venezia con Jenny Saville, una esposizione concepita per raccontare una delle voci più autorevoli dell’arte contemporanea, ripercorrendone la carriera dagli esordi negli anni Novanta fino ai giorni nostri, accanto a nuove opere realizzate per l’occasione.

Nelle giornate veneziane più intense per il pubblico del contemporaneo, nelle Sale Dom Pérignon al secondo piano di Ca’ Pesaro inaugura «Hernan Bas. I visitatori» (7 maggio-30 agosto) con oltre trenta nuove opere esposte in un’installazione immersiva concepita appositamente per Ca’ Pesaro. Sempre nelle Sale Dom Pérignon il 2026 prosegue con progetti di valorizzazione di maestri legati alla ricerca sul territorio. «Gianmaria Potenza. Io, Venezia. Forma, luce, materia», dal 3 ottobre al 22 novembre, un riconoscimento all’autore nell’anno del suo novantesimo compleanno; «Omaggio a Silvio Gagno», a cura di Sileno Salvagnini (12 dicembre-7 febbraio 2027) con una rassegna che ne descrive l’avventura artistica.

Il Museo Fortuny apre con Diafanés e un tributo all’artista lombardo Antonio Scaccabarozzi, attraverso l’approfondimento di tre momenti centrali nella sua ricerca. A cura di Ilaria Bignotti e Camilla Remondina, con Associazione Archivio Antonio Scaccabarozzi e Galleria Clivio, la mostra è aperta dal 28 gennaio al 6 aprile.

Dal 6 maggio al 22 novembre la Casa-atelier di Mariano Fortuny ed Henriette Nigrin presenta, per la prima volta in Italia, un’ampia mostra monografica dedicata allo scultore austriaco Erwin Wurm: un’indagine sul suo lavoro e sul concetto stesso di scultura, dove vengono messe in discussione le nozioni di tempo, massa e superficie, astrazione e rappresentazione. 2026 è l’anno del restauro e della presentazione dell’album «Ciel» di Mariano Fortuny, un progetto visionario sugli studi degli effetti atmosferici e della luce.

Veduta di Ca’ Rezzonico, sede del Museo del Settecento Veneziano. Foto tratta da Wikipedia. Foto: Didier Descouens | CC BY SA 4.0

Un anno speciale per Ca’ Rezzonico-Museo del Settecento Veneziano, che dal 7 marzo all’8 giugno accoglie I Guardi della Collezione Gulbenkian, in un’esposizione che porta il nucleo di opere più preziose del museo portoghese a Venezia. Dipinti di Francesco Guardi databili tra il 1770 e 1790, in dialogo con disegni provenienti dal Gabinetto del Museo del Settecento Veneziano. Nel corso dell’estate il museo presenta la Donazione Rubelli (dal 24 giugno al 7 settembre), la collezione di disegni di Alessandro Favaretto Rubelli, fautore del successo dell’omonima impresa di tessuti e fine collezionista. Uno splendido, nuovo tassello che arricchisce le raccolte di grafica antica, con la donazione di disegni di artisti veneti tra Cinquecento e Settecento, con Canaletto, Giandomenico Tiepolo, Palma il Giovane, Sebastiano e Marco Ricci. In autunno, dal 23 settembre 2026 all’11 gennaio 2027 Ca’ Rezzonico presenta «Album Romantici», un’esposizione dedicata agli album di disegni ottocenteschi a conclusione del restauro di tre importanti pezzi, appartenuti ad altrettanti protagonisti della vita culturale veneziana ottocentesca.

Punto di riferimento per la storia della moda, del tessuto, del costume e del profumo, dal 20 maggio all’8 novembre 2026 il Museo di Palazzo Mocenigo apre all’indagine dell’artista libanese Mouna Rebeiz con la mostra «Le Tarbouche». Quando un accessorio diventa simbolo, in cui il copricapo conico in lana o seta rossa, unicamente maschile, diventa elemento caratterizzante di nudi femminili. Infine, nelle sale del piano nobile della Casa di Carlo Goldoni, un nuovo allestimento illustra il teatro goldoniano attraverso dipinti e arredi settecenteschi, ricreando ambientazioni tratte dalle commedie dell’autore. Un percorso arricchito da un focus dedicato al teatro musicale, che nel Settecento raggiunse il suo massimo splendore.

Dopo un intenso anno dedicato, in modo particolare, all’indagine sulla Laguna Veneta, che sarà protagonista di due nuove sale nello spazio espositivo permanente, tra le principali attività 2026 di divulgazione e restituzione al pubblico il Museo di Storia Naturale propone il progetto fotografico e di comunicazione scientifica «Dentro e fuori dall’acqua. L’ambiente di marea dell’Alto Adriatico»: un’esposizione in programma dal 5 giugno al 13 settembre, a cura di Lorenzo Peter Castelletto e realizzato con Area protetta Marina di Miramare (Wwf) e l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica sperimentale

Particolarmente significativo per il Museo del Vetro di Murano è la restituzione, prevista tra la fine del 2026 e il 2027, del nuovo spazio museale. Il nuovo padiglione di oltre 1300 metri quadrati, un tempo fabbrica di conterie, viene così accorpato alla sede principale del Museo per diventare spazio dedicato alle storie di fabbrica e di famiglia del XX secolo, alle donazioni di autori contemporanei e designer (tra cui la donazione del gallerista newyorkese Barry Friedman e della ditta Carlo Moretti) fino all’ultima sezione dedicata ai lampadari contemporanei. Tra le mostre temporanee in programma, oltre ai progetti connessi alla Venice Glass Week, dal 12 giugno al 30 marzo 2027 il museo ospita l’esposizione «Babel», con opere dell’artista muranese Marco Toso Borella.

A Burano, insieme alle molte attività educative, di formazione e diffusione dell’arte del merletto, torna per l’undicesima edizione il concorso «Un merletto per Venezia», dedicato alla creatività contemporanea; come da tradizione, la premiazione è fissata per il 14 giugno, contestualmente all’apertura al pubblico della mostra «I merletti delle Biennali» (fino all’8 gennaio 2027). A pochi minuti da Burano, il Museo di Torcello arricchisce il presidio dei musei in laguna: collegandosi fisicamente alla rete dei musei delle isole e inserendosi, con la sezione archeologica, medievale e moderna, nel racconto della storia di Venezia, tra civiltà della laguna e storia del collezionismo, prologo della narrazione sviluppata nelle altre sedi.

L’attesa nella primavera del 2026 è con l’apertura del nuovo museo di arte contemporanea in città: Muvec, la Casa delle Contemporaneità, che prende forma permanente al Centro Culturale Candiani, al termine di importanti lavori per ridisegnare struttura e funzioni dell’edificio. Un ingresso dedicato conduce al secondo piano e alla collezione permanente: una selezione di opere delle collezioni civiche di arte moderna e contemporanea di Ca’ Pesaro. Il progetto invita a riflettere sul significato di arte contemporanea, mettendo in dialogo le principali esperienze internazionali transitate da Venezia e le ricerche artistiche sviluppatesi nel territorio.

Il percorso, articolato in 60 opere di oltre 50 artisti, si snoda in tre nuclei tematici, che attraversano le trasformazioni dell’arte e della società dal secondo dopoguerra al nuovo millennio, indagando i temi del corpo, della materia e della città come spazio di vita, dialogo e conflitto: «Costruzione», «Ricostruzione» e «Decostruzione». Tre percorsi strutturati su due livelli di lettura complementari: l’arte internazionale, e le esperienze locali, che si intrecciano e si arricchiscono reciprocamente.

Il terzo piano resta dedicato alle mostre temporanee, con un rinnovato spazio espositivo che valorizza le molte contemporaneità delle raccolte civiche, proseguendo il ciclo di mostre sui maestri del Novecento (dal 26 settembre al 14 febbraio 2027 con Klimt, Schiele, Kokoshka e il corpo nell’arte contemporanea) e ospitando il Premio Mestre di Pittura, che nel 2026 celebra la sua decima edizione.

Verso un distretto culturale, artistico e creativo, MuVe a Mestre è impegnata nella programmazione dell’Emeroteca dell’Arte, luogo di aggregazione per la cittadinanza, la comunità artistica e centro di produzione, con i 10 artisti residenti del Bando congiunto con Fondazione Bevilacqua La Masa, più i tre vincitori dei concorsi Artefici del Nostro Tempo e Premio Mestre di Pittura. Spazi di lavoro che si uniscono, in stretta continuità, ad opportunità espositive con le mostre che nascono nella nuova Casermetta Est di Forte Marghera: nuova sede per «Artefici del nostro tempo», dal 20 giugno al 27 settembre e la mostra di fine residenza per gli artisti dell’Emeroteca dell’Arte con Bevilacqua La Masa, tra autunno 2026 e primavera 2027, fino alle occasioni di connessioni e contaminazioni che nasceranno nella futura «factory» del Palaplip.

Veduta di Palazzo Giustinian, sede del Museo del Vetro di Murano. Foto: Musei Venezia

Gaspare Melchiorri, 22 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

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