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David Landau
Leggi i suoi articoliMilano ospita il debutto di KAWA, progetto artistico e curatoriale nato dall’incontro tra Erika Suzuki e Julia Rönnqvist Buzzetti, con una prima mostra interamente dedicata a un elemento apparentemente minuscolo ma capace di trasformare un capo: il bottone.
A firmare la selezione espositiva è Yuuka Miyazono, artista e designer che racconta la sua esperienza personale e familiare dietro al brand Sumie: «Sumie è un brand di bottoni, ma è anche il nome di mia nonna. Ha cresciuto mia madre da sola, guadagnandosi da vivere creando abiti e lavorando duramente. “Il momento più bello, dopo tutto il lavoro, è la scelta del bottone perfetto per il tessuto”, mi diceva sempre quando ero bambina. Lo scopo di Sumie è trovare un modo per illuminare il quotidiano, creando bottoni che portino con sé un pizzico di felicità».
La mostra raccoglie una selezione curata di bottoni fatti a mano o progettati dalla stessa Miyazono, in edizione limitata o come pezzi unici. La varietà di forme e materiali scelti dall’artista racconta la sua ricerca estetica, combinando tradizione, artigianalità e sperimentazione. L’installazione, curata da KAWA e ospitata da Numero 51 – Project Room N.3, unisce i dettagli dei bottoni a carte pregiate capaci di evocare colori, trame e texture dei tessuti. Per questo progetto è stato coinvolto Paper&People, showroom milanese specializzato in carte d’eccellenza provenienti da tutto il mondo, che ha fornito le carte Takeo; una parte dell’installazione sarà successivamente esposta presso la loro sede.
Durante la mostra, saranno organizzati workshop in cui i visitatori potranno imparare l’arte di cucire un bottone sui propri capi, portando a casa una piccola opera d’arte e sperimentando in prima persona il «potere trasformativo» di un dettaglio. Il nome del progetto, KAWA (川 in giapponese, «fiume»), sintetizza la filosofia alla base dell’iniziativa: come l’acqua che scorre, il progetto utilizza il movimento e la fluidità per tessere racconti e connessioni tra Italia e Giappone. KAWA raccoglie persone, storie e dettagli, creando uno spazio in cui le due culture possono incontrarsi e riconoscersi, scoprendo nuove sfumature attraverso oggetti e memorie condivise.
Alla base di KAWA c’è la visione condivisa delle due fondatrici, Erika Suzuki e Julia Rönnqvist Buzzetti, entrambe legate da anni di esperienze tra Italia e Giappone. Il progetto nasce da curiosità, rispetto e attenzione per ciò che è fragile, raro e destinato a durare, esprimendo un’idea di bellezza che unisce artigianalità e memoria. Con questa prima mostra, KAWA invita il pubblico italiano a riscoprire il valore dei legami culturali, osservando come un dettaglio semplice come un bottone possa diventare portatore di storie, memoria e bellezza, illuminando il quotidiano con piccoli ma significativi tocchi di felicità.