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«Maschera dell’Autunno» (1896-1903), di Niels Hansen Jacobsen. Foto: Pernille Kemp

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«Maschera dell’Autunno» (1896-1903), di Niels Hansen Jacobsen. Foto: Pernille Kemp

Jacobsen, un danese a Parigi

I leggendari troll scandinavi e le rappresentazioni della morte e delle ombre

Luana De Micco

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Parigi. Per la prima volta in Francia, la singolare opera di Niels Hansen Jacobsen, ispirata alle leggende scandinave e ai miti nordici, è presentata al Musée Bourdelle dal 29 gennaio al 31 maggio. Lo scultore e ceramista danese (Vejen, 1861-1941), formatosi all’Accademia reale di Copenaghen e sugli insegnamenti di Berthel Thorvaldsen, si trasferì a Parigi nel 1892, dopo aver viaggiato tra Germania e Italia. Si stabilì alla Cité Fleurie, un «villaggio di chalet» destinato a residenza di artisti nel cuore di Montparnasse.

Vissero lì tra gli altri anche Gauguin e Modigliani. Jacobsen vi incontrò alcune grandi figure del Simbolismo, lo scultore Jean Carrière, l’incisore Eugène Grasset e il ceramista Paul Jeanneney. Lo raggiunsero anche altri artisti danesi, come i pittori Axel Hou e Jens Lund. A Parigi Jacobsen restò dieci anni ed è a questo periodo che è dedicata la mostra «Gli strani racconti di Niels Hansen Jacobsen. Un danese a Parigi».

Nei suoi lavori, che come osserva il museo «presentano un forte gusto per il bizzarro, l’ambiguo e il macabro», tornano i leggendari troll scandinavi e rappresentazioni della morte e delle ombre. Alcune delle opere esposte, come «Maschera dell’Autunno» (1896-1903), «La Sirenetta» (1901), ispirata alla favola di Andersen, e le opere in ceramica, arrivano dal museo della città natale di Jacobsen.

Luana De Micco, 28 gennaio 2020 | © Riproduzione riservata

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Riaprirà parzialmente il 22 aprile con le sale del design, mostre e il padiglione in vetro e acciaio che collega le due sedi storiche del museo. La fine dei lavori è prevista nel 2027

Nel centenario dell’arrivo dell’artista americano nella capitale francese, la Fondation Vuitton presenta un’ampia retrospettiva (300 opere, incluso il «Cirque») che occupa tutto l’edificio progettato da Frank Gehry, compreso, per la prima volta, il giardino

Attraverso oltre 200 opere, un raffronto tra il genio del Rinascimento e il padre della modernità plastica, con un’attenzione particolare alla pratica del non finito. La loro eredità è rappresentata da Joseph Beuys, Bruce Nauman, Giuseppe Penone e Jana Sterbak   

Il restauro globale dell’edificio e dei suoi annessi richiederebbe 68 milioni di euro. Una delle urgenze è la straordinaria biblioteca, che conta 19mila tra volumi, incunaboli e codici miniati, tra i quali il Libro d’ore Les Très riches Heures du duc de Berry

Jacobsen, un danese a Parigi | Luana De Micco

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