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La figura di San Gervaso nei mosaici di Sant’Ambrogio a Milano

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La figura di San Gervaso nei mosaici di Sant’Ambrogio a Milano

Lessico e sintassi del mosaico tutto d’oro di Sant’Ambrogio a Milano

Cristina Rabosio scompone il mosaico nei suoi elementi iconografici, per sottoporli a un’analisi e svelarne il pensiero teologico ed ecclesiale, in relazione al contesto storico e nel confronto con altre immagini

Virtus Zallot

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Nella collana «Tra arte e teologia», Àncora Editrice propone un agile volume dedicato al mosaico absidale di Sant’Ambrogio a Milano, avvicinando a un’opera altrimenti sfumata nella penombra della chiesa e, nella visione frontale e totale, parzialmente occultata dallo splendido ciborio che sovrasta l’altrettanto splendido altare di Vuolvinio.

Il mosaico ha registrato nei secoli interventi di adattamento, manutenzione, ripristino e rifacimento, fino alla ricostruzione dopo il crollo provocato dai bombardamenti del 1943. Indagini condotte nel 1996 vi hanno individuato ben cinque tipologie di superficie musiva, di cui due databili tra VI e XII secolo e tre relative ai restauri del XIX e XX. I frammenti originari sono pertanto inclusi in una sorta di grande falso storico, che tuttavia ha il merito di aver conservato e tramandato il primitivo impianto iconografico. Per questo, nonostante la sua qualità e coerenza stilistica siano inevitabilmente e parzialmente compromesse, l’opera è testimonianza storico-artistica di grande importanza e intensità.

Vi compaiono Cristo in trono affiancato dai santi Protaso e Gervaso (sepolti nella cripta sottostante), cui gli arcangeli Michele e Gabriele porgono la corona del martirio. Come incastonati alla base del trono, tre clipei accolgono i busti dei santi Marcellina, Satiro e Candida. Con soluzione iconografica rara e dunque eccezionale, ai lati di tale apparizione divina, solenne e astratta, due vivacissime scene illustrano il miracolo della bilocazione di sant’Ambrogio, in occasione delle esequie di san Martino.

Cristina Rabosio scompone il mosaico nei suoi elementi iconografici, per sottoporli a un’analisi lessicale e sintattica e svelarne il pensiero teologico ed ecclesiale, in relazione al contesto storico e nel confronto con altre immagini. Procedendo con diligenza quasi didattica e avvalendosi di un ricco repertorio di fotografie, offre uno strumento utile a un lettore/visitatore curioso ma anche agli storici dell’arte: punto d’arrivo per alcuni, di supporto per coloro che, del mosaico, vorranno approfondire ulteriormente gli aspetti più strettamente formali e artistici. Per tutti uno stimolo a scoprire o ritornare in Sant’Ambrogio: anche per visitare il Museo del tesoro della Basilica, nel nuovo allestimento di recente inaugurato.

Luce da luce. Il mosaico absidale della basilica di Sant’Ambrogio in Milano,
di Cristina Rabosio. 128 pp, ill., Àncora editrice, 2025 Milano € 25

Il mosaico del catino absidale della Chiesa di Sant’Ambrogio a Milano

Virtus Zallot, 22 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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