Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Daria Berro
Leggi i suoi articoliDa oggi, 12 settembre, e fino al 9 giugno 2026, le nicchie della facciata del Metropolitan Museum of Art sulla Fifth Avenue si presentano abitate da quattro monumentali sculture di Jeffrey Gibson. Intitolato «The Animal That Therefore I Am», il quartetto di figure in bronzo zoomorfe, prima grande esplorazione di questo materiale su scala monumentale del 53enne scultore e pittore, è stato realizzato per The Genesis Facade Commission, ultimo della serie di commissioni contemporanee del Met in cui il museo invita gli artisti a creare nuove opere d’arte, stabilendo un dialogo tra la pratica dell’artista, la collezione del Met, il museo fisico e il suo pubblico. «Jeffrey Gibson è uno degli artisti più straordinari della sua generazione e una figura pionieristica nel campo dell'arte nativa e indigena, ha affermato Max Hollein, direttore e amministratore delegato del Met. Queste sue nuove opere si basano sul suo caratteristico uso di materiali non convenzionali e forme reinventate, che egli impiega per esplorare storie spesso trascurate e il mondo naturale». Gibson, che ha origini Cherokee ed è membro della tribù dei Choctaw del Mississippi, è cresciuto negli Stati Uniti (nazione che ha rappresentato alla Biennale d’Arte di Vnezia nel 2024), in Germania e in Corea.
Ogni scultura in bronzo alta 3 metri raffigura un animale autoctono dell’area di New York: un falco, uno scoiattolo, un coyote e un cervo. Gli intricati motivi astratti delle superfici evocano i lavori in perline e i tessuti tratti da una serie di linguaggi visivi indigeni. Le opere sono ispirate al libro di Jacques Derrida L’animale che quindi sono, una serie di interventi del filosofo francese che s’interrogano sulla violenza insita nel dominio umano sugli animali, un tema che Gibson collega a cicli di conflitto più ampi. La scelta di specie caratteristiche della regione invita a riflettere su come queste creature siano state costrette ad adattarsi agli ambienti umani, invitandoci a considerare ciò che sopportano e ciò che potrebbero insegnarci. I quattro «paladini» animali che fiancheggiano l'ingresso del museo dialogano con il paesaggio circostante, dall’ambiente naturale della valle del fiume Hudson, dove Gibson vive e lavora, all'ecologia urbana di Central Park che circonda il Met.
Veduta dell’installazione di The Genesis Facade Commission: Jeffrey Gibson, «The Animal Therefore I Am», 2025. Courtesy the artist. © The Metropolitan Museum of Art. Foto Eugenia Burnett Tinsley
«they teach us to be sensitive and to trust our instincts issi / awi / deer», per The Genesis Facade Commission: Jeffrey Gibson, «The Animal Therefore I Am», 2025 Courtesy the artist. © The Metropolitan Museum of Art. Foto Eugenia Burnett Tinsley
«they are witty and transform themselves in order to guide us nashoba holba / wayaha / coyote», per The Genesis Facade Commission: Jeffrey Gibson, «The Animal Therefore I Am», 2025. Courtesy the artist. © The Metropolitan Museum of Art. Foto Eugenia Burnett Tinsley
«they plan and prepare for the future fvni / sa lo li / squirrel» per The Genesis Facade Commission: Jeffrey Gibson, «The Animal Therefore I Am», 2025. Courtesy the artist. © The Metropolitan Museum of Art. Foto Eugenia Burnett Tinsley
«they carry messages between light and dark spaces bia̱kak / dawodv / hawk» per The Genesis Facade Commission: Jeffrey Gibson, «The Animal Therefore I Am», 2025. Courtesy the artist. © The Metropolitan Museum of Art. Foto Eugenia Burnett Tinsley
Altri articoli dell'autore
Dal Codice di Hammurabi al bestiario rinascimentale di Bernard Palissy, un progetto realizzato dal museo parigino in collaborazione con Snapchat consente aI visitatori di scoprire forme, materiali e colori scomparsi di sei opere delle collezioni, e di decodificare millenarie tecniche artistiche e messaggi occulti
Lo studioso, scomparso improvvisamente a 62 anni, era uno dei massimi conoscitori del manufatto medievale, di recente al centro di aspre polemiche per il prestito alla Gran Bretagna
Il museo londinese proporrà un «piano di uscita volontaria» per i lavoratori e ridimensionerà il programma espositivo. Pesano l’«attuale panorama globale» e le mutate abitudini dei visitatori, quasi dimezzati rispetto al periodo pre Covid e con minor capacità di spesa
La proprietà legale di 116 oggetti conservati nel Museo di Archeologia e Antropologia sottratti nel febbraio 1897 dalle forze armate britanniche durante il saccheggio del Palazzo Reale è stata trasferita alla National Commission for Museums and Monuments della Nigeria. Che ora spera in un «effetto domino»



