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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliA Nimega, nell’Est dei Paesi Bassi, un’équipe di archeologi ha portato alla luce le maggiori terme romane del Paese. Si tratta di un complesso dall’aspetto lussuoso, costruito con marmi e lastre di pietra calcarea bianca e nera, secondo quanto comunicato dal Comune. Le dimensioni del complesso, i materiali da costruzione utilizzati e gli oggetti rinvenuti testimoniano la prosperità della città in epoca romana, allora chiamata Noviomagus Batavorum, successivamente Ulpia Noviomagus.
In origine Noviomagus Batavorum era un’antica fortezza legionaria della provincia romana della Germania inferiore, posizionata sul limes nei territori della tribù germanica dei Batavi e davanti a quella dei Frisi, e ai fiumi Waal e Reno.
Questa città romana era uno dei centri abitati più importanti degli attuali Paesi Bassi. «Si ritiene che la colonia romana (...) abbia ricevuto lo status di città dall’imperatore Marco Ulpio Traiano intorno all’anno 100 d.C.», si legge nel comunicato del Comune. È dal 104 d.C., quando l’imperatore Traiano, probabilmente dopo un suo breve soggiorno nel castrum, decise di ritirare definitivamente la Legio X Gemina a vantaggio del fronte pannonico, chiudendo la fortezza legionaria, che la città cambiò nome in Ulpia Noviomagus. Secondo gli storici, le terme furono costruite poco dopo.
Nel corso degli scavi sono stati portati alla luce anche isolati collegati da strade, lussuose case a schiera e una torre, secondo quanto riporta il Comune di Nimega. Sono stati rinvenuti anche fermagli per capelli in osso, gioielli, monete e un busto in bronzo raffigurante Bacco, il dio romano del vino.
«Queste decine di migliaia di reperti testimoniano il lusso in cui vivevano gli abitanti di questa zona della città circa 1800-1900 anni fa», continua il comunicato del Comune. «Gli scavi rivelano inoltre l’uso di materiali pregiati, che conferivano alle terme di Nimega un aspetto lussuoso».
Vittorio Bertello
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