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London Modern & Contemporary Evening Sale

Credit Rayan Bamhayan. Courtesy of Sotheby’s

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London Modern & Contemporary Evening Sale

Credit Rayan Bamhayan. Courtesy of Sotheby’s

131 milioni di sterline e tutto venduto: la notte bianca di Sotheby’s a Londra

La evening sale di arte moderna e contemporanea di Sotheby’s totalizza £131 milioni con il 100% dei lotti venduti: la School of London guida la serata con record per Leon Kossoff e risultati forti per Francis Bacon e Lucian Freud, mentre capolavori di Alberto Giacometti e Claude Monet consolidano la fiducia nel modernismo storico

Monica Trigona

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Nel teatro calibrato delle evening sales londinesi, la recente asta di arte moderna e contemporanea (mercoledì 4 marzo) organizzata da Sotheby’s ha assunto il tono di un raro momento di entusiasmo collettivo. Con un totale di 131 milioni di sterline (circa 176 milioni di dollari), la vendita ha superato la stima alta e soprattutto ha registrato un risultato una «white glove sale», con il 100% dei lotti venduti. Per una vendita various-owner di questo tipo a Londra è un evento che, secondo la stessa casa d’aste, non si verificava nella memoria istituzionale recente. Il confronto con la sessione di marzo dell’anno precedente – appena 62 milioni di sterline circa – rende il salto ancora più evidente: un incremento del 110% che restituisce l’immagine di un mercato tornato improvvisamente più sicuro della propria direzione.

La serata è stata alimentata da quattro nuclei collezionistici distinti, tutti venduti integralmente e quasi sempre oltre le stime. Il gruppo più potente proveniva dalla Lewis Collection, una concentrazione di capolavori della School of London che da sola ha totalizzato 35,8 milioni di sterline contro una stima di 18,6–26,8 milioni di sterline. Al centro della scena si è imposto un autoritratto del 1972 di Francis Bacon, venduto per 16 milioni di sterline dopo una gara serrata durata cinque minuti (stima 8–12 milioni). Attorno a questa immagine corrosa e febbrile si sono disposti due lavori di Lucian Freud: «Blond Girl on a Bed», con la modella Sophie de Stempel, venduto per 7,4 milioni di sterline (stima 6–8 milioni), e «A Young Painter», riapparso in asta dopo oltre mezzo secolo e aggiudicato per 7,2 milioni (stima 4–6 milioni).

Il momento più sorprendente della serata, tuttavia, è arrivato con «Children’s Swimming Pool, 11 o’clock Saturday Morning, August» di Leon Kossoff, considerato uno dei vertici della sua pittura urbana. Dieci offerenti si sono sfidati per cinque minuti portando il prezzo a 5,2 milioni, contro una stima di 600mila–800mila sterline: quasi sette volte la stima alta e quasi quattro volte il precedente record dell’artista, fermo a circa 1,4 milioni di sterline. La tela, offerta per la prima volta in trent’anni e acquistata nel 1992 a una frazione di questo prezzo, ha funzionato come un improvviso riequilibrio storico per un artista rimasto a lungo ai margini della grande spettacolarizzazione del mercato internazionale. A completare il gruppo della School of London, uno studio di paesaggio di Frank Auerbach, «Study for Tree on Primrose Hill», proveniente dalla collezione della gallerista Valerie Beston, ha raggiunto 704mila sterline superando la stima di 400mila–600mila.

Un secondo nucleo, Beyond the Canvas: Masterpieces from a Private German Collection, ha totalizzato 20,4 milioni di sterline contro una stima di £15,1–20,9 milioni. Il risultato più forte è stato registrato da «Femme debout» di Alberto Giacometti, venduta per 5,1 milioni di sterline dopo la partecipazione di sette bidder, più del doppio della stima alta di 2,8 milioni. Ancora una volta il linguaggio scarno e verticale di Giacometti ha dimostrato di funzionare come una sorta di valuta stabile all’interno del mercato del modernismo europeo.

London Modern & Contemporary Evening Sale. Credit: Rayan Bamhayan. Courtesy of Sotheby’s

Anche il gruppo di opere impressioniste e moderne proveniente da una collezione privata ha trovato acquirente per ogni lotto, raggiungendo 20,7 milioni di sterline (stima 17–24 milioni). Il risultato più importante è stato «Maison de jardinier» di Claude Monet, venduto per 8,2 milioni di sterline (stima 6,5–8,5 milioni), una cifra che conferma quanto l’Impressionismo continui a funzionare.

Il quarto segmento della vendita, intitolato Contours of Modernity, ha totalizzato 9,5 milioni contro una stima di 5,7–8,2 milioni, dimostrando una volta di più come i nuclei curatoriali ben costruiti riescano a trasformare una vendita in una narrazione coerente più che in una semplice successione di lotti. Al di fuori delle collezioni tematiche non sono mancati risultati significativi. «Une Muse» di Constantin Brancusi, fusione postuma appartenente alla celebre serie di teste ovoidali dell’artista, ha raggiunto 3,6 milioni di sterline superando la stima di 2–3 milioni, ribadendo il ruolo fondativo della scultura di Brancusi nella genealogia della modernità. Un episodio più silenzioso ma affascinante è stato «The Balcony, Spurveskjul» di Vilhelm Hammershøi, un dipinto conosciuto fino a oggi solo attraverso fotografie in bianco e nero e rimasto nella famiglia del primo proprietario: venduto per 1,8 milioni (stima 1,5–2 milioni), ha trasformato la narrativa della riscoperta in un efficace catalizzatore di interesse. Più energico, infine, il risultato di Anselm Kiefer con «Für Velimir Chlebnikov: Lehre vom Krieg: Seeschlachten», aggiudicato per 1,4 milioni, oltre il doppio della stima alta di 600mila.

La profondità della domanda è stata visibile anche nei lotti intermedi: sei bidder per un «Dollar Sign» di Andy Warhol e cinque per uno studio della serie «Homage to the Square» di Josef Albers, segnali che l’interesse si è distribuito lungo tutta la fascia di prezzo e non soltanto sui trofei più evidenti. 
L’asta londinese ha funzionato come una dimostrazione di fiducia nel potere persistente del modernismo europeo e della pittura figurativa del dopoguerra: il mercato ha scelto la profondità invece della novità. 

Monica Trigona, 05 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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