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Da sinistra, le statue di Avalokiteshvara in bronzo e di Ganesha in arenaria restituite dagli Stati Uniti

Foto Procura distrettuale di Manhattan

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Da sinistra, le statue di Avalokiteshvara in bronzo e di Ganesha in arenaria restituite dagli Stati Uniti

Foto Procura distrettuale di Manhattan

657 oggetti antichi sono stati restituiti dagli Usa all’India

A dare l’annuncio è stato il procuratore distrettuale di Manhattan, Alvin Bragg. La stima complessiva si aggira intorno ai 14 milioni di dollari; solo una statua raffigurante un Buddha stante vale 7,5 milioni di dollari

Vittorio Bertello

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Il 28 aprile scorso il procuratore distrettuale di Manhattan Alvin L. Bragg Jr. ha annunciato la restituzione di 657 reperti antichi oggetto di traffico illecito al popolo indiano. I reperti, del valore di quasi 14 milioni di dollari, sono stati recuperati nel corso delle indagini in corso condotte dall’Unità contro il traffico di reperti antichi della Procura distrettuale e dall’Homeland Security Investigations.

I reperti sono stati formalmente restituiti nel corso di una cerimonia tenutasi a New York, alla quale hanno partecipato rappresentanti dell’ufficio del procuratore distrettuale e del Consolato Generale dell’India. «La portata delle reti di traffico che hanno preso di mira il patrimonio culturale indiano è enorme, come dimostra la restituzione di oltre 600 pezzi avvenuta oggi», ha dichiarato il procuratore distrettuale Bragg. «Purtroppo c’è ancora molto lavoro da fare per restituire i manufatti rubati all’India, e ringrazio il nostro team per i suoi sforzi costanti». Secondo fonti al corrente della questione, i 657 reperti sono stati restituiti in tre fasi: 612 sono stati restituiti nel novembre 2024, 26 nel luglio 2025 e, nella terza fase, 19 sono stati restituiti all’India il 28 aprile.

Tra i reperti recuperati figura una statua in bronzo della divinità buddista Avalokitesvara, del valore di 2 milioni di dollari. Parte di un tesoro di bronzi risalenti al VII-VIII secolo rinvenuti nel 1939 nel sito archeologico di Sirpur, in India, l’opera entrò in seguito a far parte della collezione del Mahant Ghasidas Memorial Museum di Raipur. Nel 1982 era stata rubata dal museo e introdotta clandestinamente negli Stati Uniti; alla fine era finita in una collezione privata a New York, da cui è stata sequestrata nel 2025 dall'ufficio del procuratore distrettuale.

È stata restituita anche una statua in arenaria rossa raffigurante un Buddha in piedi proveniente dall'India settentrionale, del valore di 7,5 milioni di dollari. Questa statua è stata contrabbandata a New York da Subhash Kapoor, un ex mercante d’arte con sede a Manhattan condannato nel 2022 in India per aver gestito un’operazione di traffico di antichità durata decenni; attualmente è in attesa di estradizione negli Stati Uniti. L’opera è stata recuperata dall’Unità per il traffico di antichità della Procura Distrettuale da uno dei magazzini di Kapoor a New York.

Il rimpatrio ha riguardato anche una scultura in arenaria raffigurante Ganesha, il dio indù dalla testa di elefante, mentre danza, che era stata saccheggiata dal trafficante Vaman Ghiya (poi condannato) e spedita alla gallerista newyorkese Doris Wiener. Dopo la morte della Wiener, sua figlia Nancy, successivamente condannata dall’Ufficio del Procuratore distrettuale per traffico di antichità, ha creato una falsa provenienza dell’opera e l’ha venduta nel 2012 tramite la casa d’aste Christie’s. La persona che l’ha acquistata l’ha consegnata al procuratore distrettuale all’inizio di quest’anno.

Vittorio Bertello, 07 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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