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Michela Moro
Leggi i suoi articoliSull’abbrivio della Milano Art Week ieri si è inaugurata la ventinovesima edizione di Miart, per il quinto anno con la direzione di Nicola Ricciardi. Le premesse erano chiare già dalla prima ora di apertura della fiera, quando i collezionisti più solerti si mescolavano alla stampa nella visita riservata. Le giovani gallerie in pole position sull’entrata hanno goduto della freschezza dei visitatori, pronti ad assorbire la montagna di informazioni che sarebbe poi diventato il taccuino degli appunti a fine giornata. In generale le nuove proposte hanno prezzi contenuti, le «sparate» degli anni scorsi sono lontane, tutti consapevoli del momento tutt’altro che facile. ArtNoble propone Aronne Pleuteri, ventiduenne già osservato nella mostra sulla pittura italiana tenutasi in Triennale e curata da Damiano Gullì nel 2023, diventata fiore all’occhiello per i partecipanti, in un solo show con range di valori tra 4 e 9mila euro. Di fronte, per la prima volta, Nicoletti, galleria londinese dedita ad artisti emergenti, con Tarek Lakhissi, Josèfa Ntjam e Karim Boumjimar, già in collezioni importanti e prezzi sui 7/10euro. Entrambe le gallerie a fine giornata erano soddisfatte dell’interesse del pubblico, delle vendite e dei nuovi contatti. Presenti in ogni stand Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Elena Geuna, stimatissima curatrice internazionale, e Francesca Lavazza, concreta sostenitrice dell’arte. Il corridoio proponeva tra gli altri Cibrián, San Sebastián e diez, Amsterdam, con artisti cino-tedeschi e olandesi, Matteo Cantarella, Copenhagen, Galerija Manuš, Spalato – Zagabria, N.A.S.A.L., e inoltre Guayaquil - Città del Messico e Daine Singer, Melbourne con solo show di foto di Zoë Croggon. Felicissimi i ragazzi di Matta, che nello stand più fresco e innovativo, illuminato dalle lampade-scultura di Backstudio, già nel primo pomeriggio registravano un ottimo sold out. I corridoi di Emergent riempiono praticamente il resto della fiera, con più di 140 gallerie tra Moderno e Contemporaneo. Tra i visitatori più mattinieri Lele Lanfranchi, collezionista di ampio respiro e lungo corso, Luca Bombassei, Claudia Dweck, Sotheby’s, l’antiquario Fabrizio Moretti e i gruppetti di associazioni dedite all’arte composti da volonterose e attentissime signore.

ph. Nicola Gnesi Studio

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Il grande sforzo corale è evidente negli stand tutti molto curati e d’impatto, e nell’energia che pervade la fiera, non solo quella dell’aspettativa del primo giorno, ma quella della consapevolezza che l’offerta è di qualità con uno scarto in più rispetto agli anni scorsi: tutti hanno preso il piccolo rischio che fa la differenza. Si osa, la proposta sfida finalmente i collezionisti a impegnarsi oltre il pilota automatico. Da Vistamare si ammira il lavoro museale di Rosa Barba, da Madragoa, Lisbona, le opere su vetro di Annette Barcelo, da Luisa Delle Piane vince lo chic tra Muzia Sforza che studia gli arredi di Frattini, lo stile raffinato dell’abbigliamento del team in total Tom Brown e l’eleganza della proposta della galleria. Il curatore Ludovico Pratesi vede Miart come la migliore tra le fiere italiane per la qualità e l’apertura dell’offerta, Edoardo Monti, mecenate e collezionista, avrebbe comprato molto di più e non si ferma un attimo, Manuela Galtrucco, collezionista, sceglie tra due opere. Da Francesco Pantaleone la visita include Alessandra Borghese, i collezionisti genovese Giorgio e Anna Teglio, l’artista della casa Loredana Longo con incredibili stivali di Etro e Yuri Ancarani. Anche gli artisti sono presenti, sdoganata per sempre l’idea che non si debba frequentare le fiere. Rigoroso lo stand di Michela Rizzo «in linea con i tempi» dice la gallerista, prezzi da 3.000 a 80.000 euro per i lavori importanti di Fabio Mauri. Simile il range di prezzi da Stems Gallery, Bruxelles, presenti per il nono anno consecutivo: «una fiera ottima per noi». Il collezionista Lorenzo Paini rimane ammanettato all’opera di Monica Bonvicini da Raffaella Cortese; mentre si cercano le chiavi per liberare l’ardito Paini si possono ammirare i lavori di Martha Rosler e Francesco Arena. La Galerie Hubert Winter, una lunga lista di artisti internazionali, torna per il quarto anno, «Buona fiera, lavoriamo bene con Davide Allieri e Cinzia Ruggeri, nel tempo abbiamo costruito ottimi rapporti con i curatori di istituzioni e musei». Giuseppina e Claudio Girardi, riservati e costanti collezionisti, sono in fitto dialogo da Galleria Continua dove i prezzi variano da 4.000 a 500.000 euro per le sculture evergreen di Antony Gormley. Nel mezzo i lavori di Loris Cecchini e di Ornaghi e Prestinari tra gli altri. Passaggio veloce al ristorante, stracolmo. In coda per un tavolo Marcello Maloberti, la storica gallerista Helène de Franchis, desistono i Traversi, collezionisti tra l’altro del primo Cattelan. Già seduti Carlo Orsi e la coppia Etro, Giovanni Bazoli, Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo, e una sfilza di giornalisti gaudenti. Deserta la Vip Lounge dopo i fiumi di champagne – adesso a pagamento - offerti da Ruinart per la presentazione di «Conversations with Nature» dell’artista Julian Charrière. Più tranquillamente Cristiano De Lorenzo, direttore generale di Christie’s, beve un caffè al bar della fiera, commentando positivamente questa edizione.

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Di nuovo in giro; APalazzo sono occupatissimi, sulle pareti tra gli altri Giorgio Ciam, Luc Ming Yan, figlio del più famoso Pei, Marta Pierobon; da Buchholz, Colonia, Berlino, New York, sono soddisfatti della vendita dei lavori di Wolfgang Tillmans a 145.000 euro, è ancora disponibile quello astratto e luminoso, impeccabile, da 480.000 euro; però la scelta dello stand può scendere fino a 20.000 per opere di altri artisti. La giovane Barbati Gallery, Venezia, è nella sezione Emergent perché «abbiamo le opere di Sam Gillian da 200.000 euro, ma il resto costa anche 3.500», spiega Michele Barbati. Da Massimo De Carlo, grande ritorno, hanno venduto tre lavori mentre, seduta accanto a un’opera di Elmgreen & Dragset da 110.00 euro, Ludovica Barbieri commenta «una fiera molto italiana e molto animata». Elena Geuna è ancora in esplorazione: «Erano anni che non venivo, c’è un’energia straordinaria, con delle giovani gallerie e soprattutto con il ritorno di galleristi stranieri come Sadie Coles, Ben Brown, Esther Shipper, c’è una nuova vitalità, per me è interessante soprattutto la sezione di arte contemporanea». Kaufmann Repetto al centro della fiera è sempre un lago di colore, illuminato oggi dalla grande opera di Atelier dell’Errore, un collettivo di artisti neuro-divergenti che operano ormai da anni con successo, in vendita per 18.000 euro. Fa da contraltare la calma della scultura di Gianni Caravaggio offerta a 25.000 euro, tra i vari lavori. Molto affollata la lounge del Gruppo Intesa Sanpaolo, dov’è esposto il bellissimo Robert Rauschenberg «Blue exit», del 1961, per festeggiare anche a Miart il centenario della nascita dell’artista. Lo stand di Cardi è stato allestito da Ugo Rondinone, con una serie di maschere in pietra – 40/60.000 euro – che rimandano alla sua mostra personale alla GAM. Moltissime gallerie espongono la lettera firmata da esponenti del mondo dell’arte al Ministro della Cultura Giuli riguardo l’abbassamento dell’IVA a livello internazionale (l’Italia è al 22% mentre Francia e Germania oscillano tra il 5 e il 7%). È di questi giorni la notizia che forse qualcosa di positivo succederà al proposito. Lo spera anche Federica Schiavo, membro del consorzio Italics che ha promosso l’iniziativa e che espone opere di Michael Bauer da 10.000 a 40.000 euro. In un angolo un po’ nascosto, nella sezione Portal Crisis, Lima, espone Santiago Yahuarcan, intorno ai 33.000 euro. Tra il moderno e il contemporaneo Robilant + Voena, ampio stand con artisti diversi, e una bella quadreria di arte italiana, Scheggi, Bonalumi e Salvo tra gli altri, più Julian Schnabel, Sergio Roger e Cesar Santos. Belli i ritratti in bianco e nero di Priscilla Rattazzi. Esposta anche un’opera di Paolo Manazza, collega e artista recentemente scomparso. La parte dedicata al Moderno è come sempre molto ricca, ma, come osserva Renato Pennisi, Direttore e Senior specialist di Christie’s Italia, «mi piace quasi tutto, ma vedo qui e là qualcosa di discontinuo». Questa esitazione è ben fotografata da un anonimo collezionista internazionale che puntualizza «nel Moderno mai nessuno innova, non c’è nessuno che tira dentro una cosa nuova, aspettano solo che il mercato lo faccia, non va bene». Detto ciò, l’offerta è ampia e variegata. Una per tutti, Cortesi Gallery propone un bel Giuseppe Santomaso a 130.000 euro, un Vedova a 80.000, due sculture di Consagra a 45 e 90.000 euro e un Fontana oro da 2.200.000. La scelta c’è. E da oggi la fiera ha aperto al pubblico.
Assegnati i primi premi
Premio Orbital Cultura – Nexi Group commissiona un lavoro di documentazione fotografica a Linda Fregni Nagler rappresentata da Monica De Cardenas (Milano, Zuoz, Lugano) e VISTAMARE (Pescara, Milano) in sezione Established
Premio Matteo Visconti di Modrone assegnato a Ruth Beraha a miart con Ncontemporary (Milano, Venezia, Londra) in sezione Established
SZ Sugar miart commission ha selezionato l’opera di Mario Airò rappresentato da VISTAMARE (Pescara, Milano) in sezione Established
Premio Massimo Giorgetti sceglie di supportare Chiara Enzo a miart con ZERO... (Milano) in sezione Established
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Nelle sale d’epoca della galleria Dellupi, a Milano, sono riunite ventitré opere firmate da Afro Basaldella, Renato Birolli, Antonio Corpora, Mattia Moreni, Ennio Morlotti, Giuseppe Santomaso, Giulio Turcato ed Emilio Vedova