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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliCon «Metafisica/Metafisiche» Milano si trasforma in un laboratorio diffuso di visioni, memoria e pensiero. Dal 28 gennaio 2026 un percorso urbano di «duemila passi d’arte» connette Palazzo Reale, Museo del Novecento, Gallerie d’Italia e Palazzo Citterio, disegnando fino al 21 giugno 2026 una mappa sentimentale che attraversa la città e la sua storia culturale. Il progetto, curato da Vincenzo Trione e promosso da Ministero della Cultura e Comune di Milano, rientra nel programma culturale delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 ed è prodotto con Electa.
Cuore dell’iniziativa è la grande mostra a Palazzo Reale, dove circa 400 opere, tra dipinti, sculture, fotografie, disegni, oggetti di design, modelli architettonici, video e materiali editoriali, ricostruiscono la genealogia della Metafisica, dai fondatori del gruppo ferrarese del 1917 fino agli echi nel XX e XXI secolo. Accanto a de Chirico, Savinio, Carrà, de Pisis e Morandi, sfilano artisti e autori che ne hanno assorbito atmosfere e soluzioni, da Magritte a Dalí, da Warhol a Paolini, fino a sconfinare in architettura, moda, cinema, musica e letteratura.
Come osserva Trione, episodi lontani e diversi sono uniti da una stessa «manière de voir»: una postura poetica laterale, nata oltre un secolo fa e ancora capace di parlare al presente. Al Museo del Novecento un focus inedito indaga il rapporto tra la Metafisica e Milano, tra scenografie per la Scala, Triennale e il romanzo Ascolto il tuo cuore, città (1944) di Alberto Savinio, riletto nei disegni di Mimmo Paladino.
Alle Gallerie d’Italia un omaggio fotografico di Gianni Berengo Gardin entra in dialogo con Morandi, mentre a Palazzo Citterio William Kentridge dedica al maestro bolognese una videoinstallazione e sculture in cartone, restituendo tempo, ritmo e memoria come materia visiva. Un progetto corale che riafferma la Metafisica come forza generativa, oggi più che mai.
Micol&Mirco, illustrazione per «Natura morta. Una domanda a Giorgio Morandi», 2023
Aldo Rossi, «Un’altra estate», 1979, collezione privata. © The Estate of Aldo Rossi. All rights reserved 2025 / Bridgeman Images, courtesy of Fondazione Aldo Rossi